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Altobelli, in nazionale 61 presenze e 25 reti

Nell'Inter ha vinto un campionato e due Coppe Italia

Una stagione anche nella Juventus, l'ultima in serie A

Mondiale del 1986; segnerà tutti i quattro gol della nostra nazionale

 

PER TUTTI I TIFOSI RIMANE PER SEMPRE "SPILLO"

ALTOBELLI

Dal Brescia all'Inter e poi in Nazionale dove vince il mondiale del 1982 segnando una rete in finale. Conclude nella Juventus per poi tornare a giocare nel Brescia

Alessandro Altobelli è un giocatore atipico, forse unico nel panorama del nostro calcio. I bomber moderni sono atleti possenti, lui invece è magro e alto, un giocatore di pallacanestro mancato. Invece si rileverà uno degli attaccanti più incisivi mai visti.

Proveniente dalle giovanili del Latina, squadra della sua provincia natale, fu notato a metà degli anni settanta dal Brescia che lo fece esordire in serie B. Con il passare degli anni diventa uno dei più forti attaccanti italiani; è un centravanti completo, forte di testa, buona tecnica, molto rapido ed abile sia negli spazi brevi che in acrobazia.

La sua struttura longilinea, unita a una rapidità di esecuzione non comune e alla capacità di sfuggire al suo marcatore gli valsero il soprannome di “Spillo”.
Cresce nel Brescia e con le “Rondinelle” debutta nel grande calcio, nella stagione 1973-74: nel capoluogo lombardo rimane per quattro stagioni, prima di spiccare il grande salto nell’Inter nell’estate del  1976 dall’Inter, squadra con la quale rimase per dodici stagioni vincendo lo scudetto nella stagione 1978/80 e due Coppe Italia nel 1978 e nel 1982. Anche se rimane uno dei bomber più prolifici dei nostri tempi, non vincerà mai la classifica dei cannonieri.

Terminata a 33 anni la militanza nell’Inter, Altobelli viene ceduto alla Juventus, nell’estate del 1988. La società bianconera deve sostituire Rush, tornato tristemente in Inghilterra, e spera di ripetere i fasti di un decennio prima, con l’acquisto di Boninsegna. “Spillo”, purtroppo, ha esaurito le sue cartucce ed è sul viale del tramonto e così, con la maglia bianconera, disputa solamente una stagione, totalizzando 34 presenze (20 in campionato, 6 in Coppa Italia ed 8 in Coppa Uefa) e realizzando 15 goals. Poi il suo rendimento cala paurosamente e l’allenatore Zoff gli preferisce l’emergente Buso.

 L’ultima stagione della sua carriera, di nuovo nel Brescia in serie B, lo vide impiegato quasi a tempo pieno, visto che chiude con 32 presenze e 7 goal. Nel giugno del 1990 Altobelli si ritirò dal calcio attivo dopo aver disputato 337 presenze in serie A e realizzato 132 goals.

In azzurro, dopo alcune presenze nella Nazionale Under 21 e in quella Olimpica, il suo esordio è legato allo scandalo del calcio scommesse che privò Bearzot di due punte come Paolo Rossi e Bruno Giordano alla vigilia della Coppa Europa del 1980 da giocarsi in Italia. L’uomo nuovo del nostro calcio era proprio ed esordisce nella decisiva partita contro il Belgio; solo vincendo gli azzurri si possono classificare per la finale, ma Graziani e Bettega cadono nella trappola del fuorigioco degli avversari;  per Bearzot la scelta di giocare la carta Altobelli ma il risultato non cambia. Pareggio e niente finale per gli azzurri.

La coppia di attacco però non cambia e Altobelli rimane la riserva eccellente della nostra nazionale, giocando scampoli di partite.

Il ritorno di Paolo Rossi nel 1982 non impedì tuttavia  di essere protagonista nel successivo mondiale in Spagna; entrerà contro l’Argentina e contro la Polonia in semifinale, sostituendo Graziani infortunato ad una spalla. Il giocatore del Torino non si riprenderà dall’infortunio e nella finale contro la Germania, Spillo entrerà dopo pochi minuti per una storica partita: nel tabellino della finale vinta per 3-1oltre al nome di Rossi figura anche quello dello stesso Altobelli, che nell’occasione divenne anche il primo giocatore subentrante a segnare nel corso della finale di un campionato del mondo. Quattro anni dopo fa parte anche della spedizione al mondiale in Messico,  una competizione che finalmente lo aspetta come protagonista. Dopo tanta panchina azzurra era lui l’uomo di peso del nostro attacco insieme a Galderisi. Riuscì ad essere decisivo, segnando tutte le quattro reti azzurre del torneo, ma nella partita contro la Francia le sue doti di attaccante si spensero come del resto tutta la squadra.

Bearzot lascia la guida degli azzurri e il nuovo arrivato Vicini compie un lavoro di rinnovamento della nazionale, ma non si dimentica di Altobelli che  viene convocato per gli europei in Germania del 1988. Diventerà la riserva di lusso di Mancini e Vialli, e riuscirà anche  segnare una rete, l’ultima in azzurro, nella partita vinta contro la Danimarca . Giocherà la semifinale contro l’URSS, dove una dura sconfitta lascerà l’amaro in bocca a tutti i tifosi italiani. Il bilancio in azzurro di Altobelli è di grande rispetto;  61 presenze e 25 goal, grazie ai quali è attualmente (2006) il sesto miglior marcatore azzurro della storia insieme a Baloncieri dietro a Riva (35), Meazza (33), Piola (30), Baggio e Del Piero (27).