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DIFENSORE DELL'INTER,BOLOGNA E NAZIONALE

MAURO BELLUGI

Titolare in Nazionale, in panchina nell'Inter, si riscatta con Bearzot diventando insostituibile nei mondiali in Argentina nel 1978

Molto lo definiscono un “figlio di papà” ma in campo la grinta e la gamba non le tirava mai indietro. Mauro Bellugi nasce in provincia di Siena nel 1950, ed è figlio di un orefice. Il suo ruolo è quello del mediano di spinta e così gioca nella compagine del suo paese. E’ un ottime difensore ma anche  ha un fisico molto prestante e non rifiuta incursioni all’attacco. Un giorno un osservatore dell’Inter, Ruggeri, lo vede giocare e lo segnala alla sua squadra l’Inter. Lo invita ad Appiano a provare e gioca un mezzora sotto lo sguardo di Invernizzi, allora responsabile del settore giovanile, e di Helenio Herrara.

Il risultato sembra deludente, Herrera lo congeda con un laconico “vatti a rivestire”. Sembra l’ennesimo provino mal riuscito, visto che in passato anche la Fiorentina lo aveva scartato. Invece, dopo venti giorni di amarezza, arriva il telegramma dell’Inter che lo invita a giocare con loro. Un anno senza toccare un pallone e poi nel 1968-69 arriva il suo debutto. Del resto conquistarsi un ruolo in difesa non è facile a solo diciannove anni e con tanti campioni. Questo sarà il grande ostacolo di Bellugi nella sua carriera nell’Inter.

                                                        

La sua grande qualità è quella di essere un difensore che però sa giocare tutti i ruoli: stopper, terzino, fluidificante. Diventa un autentico jolly. Sarà decisivo anche nell’anno dello scudetto giocando 19 partite e arriva anche il suo debutto in nazionale contro il Lussemburgo nelle qualificazione ai mondiali, partita vinta per 4 0. Nonostante questi risultati, Bellugi non riuscirà mai a trovare un posto da titolare. Gente come Burgnich, Facchetti, Bedin e Bertini e un già affermato Oriali non concedono moltissimo al giovane difensore. Intanto in nazionale si appresta a diventare un uomo prezioso. Valcareggi sa che è un difensore polivalente e gioca numerose partite sostituendo i suoi compagni. Intanto è titolare nelle storiche vittorie contro il Brasile all’Olimpico ed a Wembley vinta contro l’Inghilterra. La stampa ironizza per la strana carriera che Mauro sta vivendo; titolare in azzurro e panchinaro nell’Inter ma Invernizzi prima ed Herrera  poi non cambiano idea, Bellugi non è ancora una colonna neroazzurra. Intanto sembra sua la maglia da titolare per i mondiali in Germania ma qualcosa succede.

Prima della partenza per Monaco viene ceduto al Bologna e Valcareggi cambia idea e preferisce non rischiare rispolverando Burgnich come centrale e la sua diretta riserva diventa Pino Wilson, fresco campione d’Italia con la Lazio. Bellugi presto si riscatterà con l’arrivo di Bearzot che lo ripropone per la sua nazionale anche se il Bologna dove giocherà per cinque stagione non va oltre che il settimo posto in campionato.Questi risultati non interessano al tecnico friulano che, nonostante prediliga un blocco-Juventus, apprezza l’esperienza e la tenacia di Bellugi, ancora molto giovane ma ormai navigato. Sarà un baluardo della difesa che si appresta a giocare le sua qualificazioni per il mondiale in Argentina.

                                 

 

Bearzot lo giudica un difensore insostituibile e Mauro giocherà come titolare nella gara di esordio contro la Francia ; anche se l’uomo che deve marcare segna subito dopo pochi  secondi, Lacombe, Bellugi sarà protagonista  di un grande mondiale, marcando gli attaccanti avversari nelle successive gare contro Ungheria, Argentina,Germania ed Austria. Poi proprio nella gara decisiva contro l’Olanda, un infortuno lo manda in tribuna, proprio quando la squadra aveva ancora più bisogno di lui.

Al suo rientro in patria viene ceduto al Napoli, dove giocherà una sola stagione per poi passare alla Pistoiese. Anche dopo il mondiale Bearzot lo vuole ancora nel clan azzurro giocando l’ultima partita contro la Svizzera nel 1979. Il suo bottino in nazionale è di tutto rispetto con 32 presenze e due mondiali. Attualmente è commentare in numerose emittenti private, dimostrando, con tutta la sagacia di buon toscano di capire moltissimo dello sport che ha sempre amato.

foto : sopra Bellugi neroazzurro e con l'Inter della stagione 73-74 / sotto Bellugi con la nazionale ai mondiali del 1978 prima di Italia-Francia