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Vieri a rete nei mondiali del 2002; realizzerà quattro gol, per un totale di nove reti in due mondiali

Vieri nell'Inter, dove ha giocato sette stagioni

Nella Fiorentina, titolare nella stagione 2007-08

 
89-90 PRATO C1 0 0
90-91 TORINO A 0 0
91-92 TORINO A 6 1
92-93 TORINO A 1 0
11/92 PISA B 18 2
93-94 RAVENNA B 32 12
94-95 VENEZIA B 29 11
95-96 ATALANTA A 19 7
96-97 JUVENTUS A 23 8
97-98 ATL.MADRID 1 24 24
98-99 ATL-MADRID    1 0 0
07/98 LAZIO A 22 12
99-00 INTER A 19 13
00-01 INTER A 27 18
01-02 INTER A 25 22
02-03 INTER A 23 24
03-04 INTER A 22 13
04-05 INTER A 27 13
05-06 MILAN A 8 1
2006 MONACO A 7 3
06-07 ATALANTA A 7 2
07-08 FIORENTINA A 26 6
08-09 ATALANTA A 9 2

JUVENTUS, INTER, MILAN, ATALANTA, FIORENTINA E DUE MONDIALI

CHRISTIAN VIERI

Figlio d'arte esplode nella Juventus vincendo uno scudetto, poi sette anni nell'Inter e due mondiali. Dopo il rilancio nell'Atalanta e nella FIorentina

Christian Vieri ovvero Bobo Vieri ovvero un grande calciatore con un grande futuro dietro alle spalle. Carattere spigoloso, spaccone, simpatico quando vuole, ma grande sicurezza in campo e tanti gol per essere sempre un numero uno. Adesso cerca una maglia per  il mondiale, per una casella che era da lui occupata ma che sembra destinata a Cassano o a Lucarelli. Per un mondiale che vuole giocare e per non guardarlo alla televisione, accetta il suo trasferimento al Monaco, dove trova Di Vaio ed un ingaggio quasi dimezzato.

La sua storia è una lunga storia, figlio di un calciatore di talento ma forse sfortunato (vedi articolo relativo), nasce a Bologna nel 1973, città dove giocava il papà, passa la sua gioventù in Australia, ma il ritorno in Italia per dimostrare la sua stoffa è un quasi obbligatorio. Diversissimo dal padre, giocatore più tecnico, Christian è un ragazzone dalla grande forza che arriva in rete portandosi appresso palla e difensori. E’ il classico bomber in due parole, poco acrobatico ma che vede sempre la rete. La sua prima vera squadra è il Torino dove debutta nel torneo 1991-92 in serie A, ma e’ ancora giovanissimo e deve farsi le ossa nella serie cadette; eccolo a Pisa poi a Ravenna, poi il Venezia, segnando sempre un numero di gol ma mai da portarlo nei primi posti della classifica dei cannonieri della serie B. La svolta è l’arrivo all’Atalanta nel 1995.

Vieri ha solo 22 anni ma sono ormai quasi sei anni che gioca  ad ottimi livelli. Si ripete segnano 7 reti e ponendosi sotto la lente di diverse squadre. Il passaggio alla Juventus, sempre in contatti da calcio-mercato con la squadra bergamasca, lo porta nel torneo 1996-97 in bianconero. E’ un grande stagione coronata dallo scudetto in una squadra di campioni come Del Piero e Zidane  e dalle vittorie mitiche come la Coppa Intercontinentale e la Supercoppa Europea dove nella finale Vieri realizza una rete con il Paris S.G.. Arriva anche il suo debutto in nazionale il 29 marzo 1997 contro la Moldova, dove segnerà anche il suo primo gol in azzurro.

Sembra che la dirigenza bianconera abbia trovano il suo centravanti per diversi stagioni ma a sorpresa lo vende all’Atletico Madrid. Vieri lascia l’Italia per un campionato brillante dove lo vede grande protagonista segnando 24 reti in 24 partite, una media eccezionale e dalle tv spagnole arriva il gol miracoloso da lui segnato tirando da posizione impossibile dalla linea di fondo campo!

Difficile che un giocatore come lui rimanga all’estero e intanto è titolare nella nazionale dei mondiali francesi del 1998. E’ protagonista in un attacco dove è lui l’unica vera nostra punta. Segna contro il Cile, contro il Camerun, Austria e negli ottavi la rete della vittoria sulla Norvegia per un totale di cinque gol. Poi i rigori anche questa volta fermeranno la nostra avventura.

La Lazio di Cragnoti che sta allestendo una squadra di campioni lo porta in Italia, strappandolo alla Juventus e all’Inter.  Il passaggio alla corte di Moratti del più forte centravanti italiano è solo rinviato di un anno. L’Inter desidera un attacco stellare con la regia di Baggio e lo si vuole affiancare  a Ronaldo. Christian arriva a Milano dove disputerà sette campionati. La coppia voluta da Moratti non giocherà quasi mai, infatti siamo alla vigilia del grave infortunio del fenomeno brasiliano.

In nazionale è un a certezza e dopo aver saltato gli europei del 2000 per un grave infortunio, nei mondiali Corea parteciperà alla grigia presenza della nostra nazionale, dove segnando quattro reti non riuscirà a sollevare la nostra nazionale da un mondiale da dimenticare.

La stagione successiva è quella della grande beffa; un campionato che sembrava finalmente vinto si perde nell’ultima giornata contro la Lazio all’Olimpico. Ronaldo è tornato per creare per poche partite la coppia magica voluta da Moratti, ma è la fine di tutto. Il brasiliano litiga e se va e lo scudetto rimane l’eterno “amaro in bocca” della tifoseria interista.

Passano a Milano allenatori di valore ed attaccanti come Batistuta e Crespo ma Vieri non si discute grazie alla sua serie di reti a garanzia di un attacco straordinario e nel 2003 vince per la prima ed unica volta la classifica dei cannonieri con 24 reti. Arriva sulla panchina neroazzurra Mancini e Vieri viene messo alla stregua degli altri attaccanti per conquistare un posto in squadra. Ormai ha trenta anni e la concorrenza di Recoba, Martins e l’arrivo di Adriano ridimensionano il suo ruolo. Vieri vuole giocare e segnare ma i gol non arrivano come un tempo e ala panchina preferisce il passaggio al Milan di Ancellotti

In nazionale Lippi lo convoca come riserva di lusso e riesce ancora a giocare scampoli di partita, ormai i titolari sono Toni e Giardino. L’ultima sua presenza è contro la Moldovia, nell’ultima partita  delle qualificazioni già acquisite per il mondiale tedesco. Vieri è titolare e segna anche il suo 23 gol in azzurro, superando nella graduatoria dei cannonieri della nazionale Sandro Mazzola.

In maglia rossonera il copione che aveva lasciato nell’Inter lo ritrova anche con Ancellotti.Poche occasione per dimostrare il suo valore ma senza gol non si gioca. Solo otto partite ed una sola rete. 

Poi Vieri si trasferisce dal Milan al Monaco in Francia, ma a marzo riporta un grave infortunio, che lo costringe a rinunciare al mondiale del 2006.

Nel giugno dello stesso anno firma un contratto annuale con la  Sampdoria per la stagione 2006-07, ma poi viene annullato nell'agosto della stessa stagione, senza neanche mai aver giocato una partita. Dopo alcune settimane firma sempre un accordo annuale con l''Atalanta, secondo il quale il suo ingaggio sarà pagato rispetto alle reti realizzate. La prima convocazione con i neroazzurri, ritardata dai problemi seguiti all'infortunio, arriva il 17 aprile 2007, in vista della gara di campionato contro l'Empoli, nella quale gioca i 20 minuti finali. Torna al gol in campionato meno di un mese dopo, il  6 maggio 2007 nella partita vinta per 3-1 contro il  Siena, grazie ad un tiro da 40 metri che sorprende il portiere  Manninger.

Dopo aver segnato 2 gol in 7 partite, scaduto il contratto con l'Atalanta, passa alla Fiorentina a parametro zero ed il 16 settembre segna il primo gol in maglia viola con un perentorio colpo di testa all'incrocio dei pali, proprio all'Atalanta.

E' un momento travagliato per Vieri criticato dalla tifoseria viole orfana di Luca Toni ma torna come titolare eil suo bottino è di 9 gol (3 in Coppa UEFA e 6 in seriea A), 3 rigori procurati e qualche assist decisivo, ruolino di tutto rispetto se si pensa che non parte quasi mai titolare. Con la Fiorentina arriva fino alla semifinale della Coppa UEFA, dove viene eliminata dai Rangers Glasgow ai calci di rigore: suo l'errore decisivo dal dischetto. Al termine della stagioni Vieri viene svincolato dalla Fiorentina.

Si prospetta un ritorno all'Atalanta, anche qui con aspre critiche della tifoseria. Vieri giocherà invece ancora nella compagine di Bergamo con 9 partite due reti. Una serie di gravi infortuni segna questo suo ritorno e nell'aprile del 2009 vi è la conclusione consensuale con l'Atalanta. Una serie di tentativi di giocare in Brasile non si concludono e il "gigante buono" del nostro calcio annuncia il suo ritiro.Per lui il riconoscimento di essere stato uno dei più forti attaccanti degli ultimi venti anni, unendo forza fisica e tecnica e sicuramente la simpatia di un personaggio unico e forse troppo criticato.