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Roberto Baggio, con lui uno storico periodo

Andrea Pirlo, nel Brescia 2000-2001 dieci presenze

Luca Toni, due stagioni con quindici reti

TONI, PIRLO, HUBNER PER  ...

IL GRANDE BRESCIA DI BAGGIO

Il più bel periodo della squadra lombarda con Baggio e tanti grandi campioni

L' avventura del grande Brescia nasce nell'estate del 2000 quanto Roberto Baggio, rifiutando le offerte di Arsenal e Real Madrid, decide di giocare in provincia  nella squadra delle Rondinelle sotto la guida di Carlo Mazzone. La formazione è appena stato promossa nella serie maggiore e l'obiettivo e quello logico della salvezza. 

Baggio guida la regia del centrocampo mentre la punta è Hubner, uno dei più costanti cannonieri del campionato di quel periodo, che risulterà essenziale con i suoi 17 reti per la stagione più bella della storia del Brescia.

Infatti il risultato sarà insperato arrivando a coprire l'ottavo posto e a giocare anche una storica qualificazione per la Coppa Intertoto. Per la prima volta il Brescia gioca una competizione internazionale, giungendo alla finale persa contro il Paris Saint-Germain. Baggio, che sembrava definitivamente finito, risorge ancora realizzando undici reti, grazie anche all'arrivo nel mese di gennaio di un giovane di belle speranze ma che non ancora dimostrato le sue capacità, Andrea Pirlo che viene dirottato dall'Inter a stagione iniziata. 

Per Pirlo è un ritorno "a casa", visto che bresciano è nato in questa squadra dove ha già giocato 4 campionati.

Mazzone però si trova due giocatori identici a centrocampo e Pirlo, regista di grande tecnica, gioca in ruolo arretrato , pur non perdendo molto in fase offensiva, per poter giocare insieme a Baggio.

E' suo il passaggio di uno dei gol più belli della stagione e della carriera di Baggio, quello contro la Juventus  il 1° aprile 2001 quando realizzerà il gol del definito pareggio, allontanando le ambizione di scudetto bianconere a vantaggio della Roma. Il Brescia vuole diventare una squadra ancora più forte e Mazzone. 

Hubner viene ceduto al Piacenza e viene sostituito da un attaccante che fisicamente lo ricorda molto, anche se più giovane. Parliamo di Luca Toni, comprato dal Vicenza. Pirlo chiude subito la sua parentesi positiva con le "rondinelle", tornando alla casa madre neroazzurra.

Nella stagione successiva Baggio comincia alla grande ed addirittura si ritrova capocannoniere con 8 gol dopo 9 giornate. Purtroppo la solita sfortuna interrompe il momento d'oro e, dopo una prima lesione al ginocchio avvenuta a causa di un contrasto contro il Venezia, Il sogno di giocare il suo quarto mondiale sembra scomparire rapidamente. Il Brescia precipita in classifica nonostante che Luca Toni guida l'attacco e realizza ben undici gol. Si  arriva in zona retrocessione ma Baggio recupera rapidamente  e riesce a rientrare in campo a 76 giorni dal giorno dell'infortunio , a tre giornate dalla fine del campionato. Nella partita del rientro, in casa della Fiorentina, segna un gol dopo appena due minuti dal suo ingresso in campo, raddoppiando poco dopo, e le reti vengono accolte da calorosi applausi anche da parte della tifoseria avversaria.

Nella penultima di campionato riesce a salvare ancora una volta il Brescia dalla retrocessione con un gol decisivo contro il Bologna. Con dodici reti spera nella convocazione di Trapattoni per i mondiali, ma questo non avverrà nonostante una parte della critica ed una tifoseria favorevole alla convocazione del "divin codino".

Nel torneo 2002-03 con Baggio ristabilito e con una Luca Toni sempre più protagonista le ambizioni sono cambiate. Purtroppo la coppia tanto attesa giocherà poco insieme, visto che Toni subisce un lungo stop dopo un serio infortunio e al suo rientro in campo non si riconosce l'attaccante di un tempo al punto che Mazzone spesso lo richiama in panchina facendo entrare il biondo Tare. 

Il Brescia però arriva al nono posto con un Baggio che realizza il suo massimo storico di reti in questa squadra, dodici reti, record che ripeterà anche nella stagione successiva quella che sarà' la stagione dell'addio del giocatore che però regala a se stesso ed alla società il traguardo dei 200 gol in serie A. Il 14 marzo contro il Parma arriva il fatidico duecentesimo gol. Disputa l'ultima partita della sua lunga carriera a San Siro il 16 maggio 2004 in Milan-Brescia 4-2, ultima giornata della stagione.

Alla sua uscita, cinque minuti prima dalla fine dell'incontro, viene abbracciato da Maldini e tutto lo stadio si alza in piedi per tributargli un lungo applauso. Il Brescia termina all'undicesimo posto e Baggio lascia il calcio con la maglia delle rondinelle e con i suoi duecentocinque rete nella massima divisione.

La storia del grande Brescia di Baggio termina e con lui termina il periodo più bello della squadra lombarda non solo per la popolarità acquisita a livello internazionale, ma anche per i risultati. Infatti i quattro anni di Baggio sono stati il periodo più lungo di permanenza in serie A della formazione bresciana.