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Silva, durante un intervista al tg3

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Una disegnata celebre, la rete di Valentino Mazzola in Spagna - Italia

 

Silva era anche umorista , ecco un suo libro con le regole del calcio disegnate con spirito e simpatia

 

Caricature di successo, Riva, Rivera ed Albertosi

 

Una rete storica, il famoso di gol di Cesarini all'ultimo minuto segnato contro l'Ungheria

 

CARMELO SILVA, IL DISEGNATORE DEL CALCIO

EMOZIONI IN PUNTA DI MATITA

E' considerato l'inventore del calcio disegnato. Le sue partite sul "Calcio Illustrato"  hanno fatto epoca

La prima volta che vidi un disegno di Carmelo Silva ero un bambino di soli otto anni; un regalo molto desiderato, l’Almanacco Del Calcio Panini,era l’astronave dove stavo per salire per entrare in un viaggio nella fantasia del calcio, fatta di eroi, racconti, imprese leggendarie. Casualmente sul finire del libro vidi i piccoli disegni tracciati da una mano esperta; con pochi tratti si rivivevano le grandi emozioni di un mondiale, quello di Messico 1970, che aveva affascina e che continua ad affascinare intere generazioni di sportivi di tutto il mondo.

Le pagine scorrevano con interesse e partecipazione, rivivendo passo per passo, come in una fantastica radiocronaca raccontata con matite e china, le azione e i gol della partite dell’Italia.Da allora aspettavo ogni anno con grande interesse la pubblicazione dell’Almanacco del Calcio, pronto a scartarlo dal cellophane e a rivedere grazie alla magia di Carmelo Silva, le reti degli incontri della nazionale azzurra. Le emozioni che rivivevo in quei momenti erano le stesse che il maestro aveva fatto provare per tanti anni ad intere generazioni di sportivi; la sua leggenda calcistica nasce della pagine del Calcio Illustrato, il settimanale che dal 1930 aveva raccontato agli italiani, le gesta e le imprese degli eroi della domenica.

Nato a Treviglio aveva studiato a Bergamo e le sue prime vignette, vere e proprie caricature, le troviamo sul giornale satirico “Il Tifone”, settimanale romano degli anni trenta; poi la lunga collaborazione con “Il Calcio Illustrato”. In ogni numero al maestro era riservata una sua pagina dal titolo “La partita di Carmelo Silva” , dove raccontava con i suoi disegni e con i suoi commenti, spesso ironici e da narratore al tono epico, un incontro della precedente domenica. Ecco che dalla sua matita  rivivevano i fasti e le magie dei grandi calciatori e delle grandi squadre;

ecco il Torino di Mazzola e Loik, il Milan del trio Gre-No-li, la Juventus di Sivori e Charles,l’Inter di Herrera, il Milan di Rocco e tutti i protagonisti di un calcio da leggenda. Per decenni Carmelo da buon giornalista partiva la domenica mattina  e si recava nella città per raccontare il big-match della settimana; i suoi viaggi erano per la  maggior parte a Milano a Torino ma spesso andava anche  più lontano come a Firenze e a Roma… del resto il Calcio Illustrato era letto in tutta la penisola. Poi seduto in tribuna, attorniato dagli amici giornalisti e da qualche curioso, Silva si apprestava a seguire con attenzione tutta la partita, nessuna fase dell’incontro doveva sfuggire, la distrazione di un gol non visto non era affatto permessa.

Ovviamente dopo ogni azione e dopo ogni rete Silva non disegnava il preciso modellino che poi sarebbe stato pubblicato il mercoledì successivo, ma creava con rapidità schemi e bozzetti come in un prezioso promemoria; i calciatori atletici e dinamici al momento erano delle semplici righe e silhouete essenziali ma sufficienti per ricordare l’azione da raccontare, il tutto condito da freccette che indicava la direzione dei tiri. In  poche parola il maestro “stenografava” con una matita celere quello che di una partita di doveva poi disegnare.

Poi in redazione o nel suo studio, fra appunti, lapis e gomme da cancellare, si compiva la creazione artistica della domenica. I bozzetti diventavano giocatori dal dribbling proibito e dalla tecnica eccezionale, i cerchietti erano visi affaticati e le freccette diventavano palloni dalla traettoria imprendibile. I lettori seguivano con attenzione la pagine di Silva, il tutto in un mondo dove il calcio si sentiva alla radio e si vedeva sul “muro di casa”, trasmesso attraverso l’immaginazioni di chi ascoltava la voce di Nicolò Carosio .

In un periodo in cui la televisione non esisteva e la pay-tv era troppa anche per la fantascienza, le partite erano per pochi eletti che andavano allo stadio; per tutti gli altri solo qualche cinegiornale e il grande appuntamento con il mercoledì del Calcio illustrato e con un incontro da vedere in diretta attraverso la saggezza della china di Carmelo.Il fascino delle sue realizzazioni erano frutto della sua esperienza come vignettista e caricaturista;

infatti chi disegna i visi di personaggi ha la sapienza di capire, catturare e riprodurre anche la personalità del protagonista. Ecco sul foglio non un viso, non un disegno, ma il volto di un  personaggio che racconta la sua personalità. Questo aspetto psicologico, che personalmente affianca Silva ad un novello Caravaggio del calcio disegnato, era la differenza che si notava nei suoi gol. Infatti non solo semplici schizzi, ma in pochi tratti il disegnatore riusciva a trasmettere l’emozione del gioco del calcio. Ecco il difensore in difficoltà, ecco il centravanti che stanco per la lunga fuga sta per scoccare il tiro, ecco il portiere battuto nonostante un plastico tentativo di parata…

Addirittura la drammaticità veniva trasmesso nei volti dei suoi piccoli calciatori; per tutti un esempio, il portiere Maier nella leggendaria Italia-Germania dopo la rete di Rivera; Silva disegna il volto del portiere come un cerchietto vuoto, ma in quella mancanza di tratti,si vede la consolazione e il “vuoto” dell’impotenza del portiere di fronte ad una rete, il “vuoto” che lo schiaccia per la desolante umiliazione della sconfitta.

Dopo la lunga militanza del Calcio Illustrato, che si concluse nel 1966, in contemporanea con la fine delle pubblicazione del giornale, Silva disegnò per alcuni anni per “La Notte” di Milano, giornale che nell’edizione del lunedì sera presentava le reti e le azioni della  “sua” partita.Poi la collaborazione con la Panini durata per quasi più di venti anni, con gli incontri della stagione azzurra per l’Almanacco Illustrato e in contemporanea tantissimi disegni per la Gazzetta dello Sport;  sul fondo rosa del prestigioso quotidiano sportivo ecco arrivare le imprese di Platini, Falcao e Maradona  raccontate dalla sua precisa matita.

Carmelo Silva, ormai anziano, continuava a raccontare con lo stesso entusiasmo e passione dei primi giorni le grandi avventure del calcio, imprese che disegnò che dedizione ed amore fino al giorno della sua scomparsa. Sono stati tantissimi i gol di Silva, tanti come i gol della storia di calcio, la storia che attraverso i suoi disegni si può ricominciare a raccontare di nuovo,come le vecchie favole che rinascono negli occhi dei bambini che le ascoltano per la prima volta.