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Antonio Cabrini, 13 stagioni nella Juventus

Giovanissimo esulta dopo la vittoria nella Coppa UEFA del 1977

Cabrini calcia il famoso rigore fallito contro al Germania Ovest

Insieme a Bergomi ed Altobelli dopo la conquista della Coppa del Mondo

 

CABRINI, UNO DEI PIU' GRANDI DIFENSORI

IL BELL'ANTONIO

Riserva nella Juventus e titolare in nazionale, vincerà tutto con i bianconeri e sarà campione del mondo con l'Italia di Bearzot

Sarebbe salito lo stesso ai massimi livelli del calcio internazionale ma la sua grande carriera nasce alla vigilia del mondiale del 1978; si gioco una gara di preparazione contro la Jugoslavia che termina 0 a 0; la stampa giudica negativamente la prova degli azzurri e consiglia cambiamenti radicali; in prima battuta Paolo Rossi titolare. Bearzot  rischia il tutto per tutto e oltre al giovane attaccante del LR Vicenza butta nella mischia anche lui, Antonio Cabrini.           

Questo ragazzo di Cremona di solo ventuno anni diventa titolare in azzurro mentre nella Juventus era la riserva di lusso di un giocatore come Furino. Quindici presenze nell’ultimo campionato sono sufficiente a convocarlo in nazionale tra i ventidue per l’avventura argentina, come giovane di prestigio ma pronto a solo a fare panchina. Invece diventerà uno dei migliori giocatore di quel mondiale e la sua carriera sarà inimitabile.

Calcisticamente è cresciuto nella Cremonese in serie C prima che la Juventus lo portò in serie A nel 1977 dopo averlo parcheggiato una stagione nell’Atalanta. E’ un grande anno per i bianconeri; la conquista dello scudetto con 51 punti dopo un lungo duello con i granata e la vittoria di una coppa internazionale tanto attesa, quella UEFA dopo una doppia sfida con l’Atletico Bilbao.  Cabrini è un atleta dal rendimento costante, ovviamente sempre al massimo. Non sbaglia mai una partita ed è una sicurezza per la difesa. Il suo aspetto tradisce il reale vigore fisico. Fine e delicato più che un calciatore sembra un indossatore e del resto diventerà un idolo di tutte le donne. Malgrado il suo “viso d’angelo” è un atleta grintoso che contrasta  e combatte.

E’ un terzino d’attacco e sono sue le innumerevoli veloci sgroppate lungo la fascia, diventando un ala micidiale. Inoltre ha un tiro potente, sicuramente insieme a Facchetti è il difensore più “attaccante” della storia del nostro calcio. Cabrini diventa il simbolo del difensore moderno, pronto a rovesciare la situazione  portando l’azione di gioco dalla difesa fino al limite dell’area avversaria pronto anche a segnare. Basta vedere i suoi tabellini per vederlo in ogni campionato realizzare più di una rete. La prova della sua completezza la troviamo nei mondiali spagnoli;  sua la rete del 2 a 0 contro l’Argentina, con una botta al limite dell’area dopo che Conti aveva ubriacato il portiere avversario ed è lui ha tirare il calcio di rigore nella finale contro la Germania.

Lo sbaglierà, cadendo solo per pochi minuti in una crisi profonda che dimenticherà presto portando gli azzurri alla conquista del titolo mondiale. La sua carriera con la Juventus durerà fino alla stagione 1988-89; il bilancio è di dodici campionati che abbracciano una epoca storica per i bianconeri. Vince sei scudetti, due coppa Italia, una Coppa Campioni, una Coppa delle Coppe, una Coppa UEFA, una Coppa Intercontinentale, una SuperCoppa Europea. La sua è la squadra di Bettega e Boninsegna prima, quella di Platini e Boniek poi. In nazionale la sua carriera è praticamente quella di Bearzot che lo schiera irremovibile nella sua squadra con la maglia numero tre.

Anche dopo la disfatta messicana del 1986 Cabrini rimarrà in azzurro, diventando capitano della nuova nazionale di Vicini che lo salva della vecchia squadra insieme a Bergomi ed Altobelli. Con la nuova compagine giocherà solo cinque partite, l’ultima è uno scialbo 0  a 0 contro la Svizzera il 17 ottobre 1987 per la qualificazione degli Europei. Per la sua maglia gli viene preferito Francini del Napoli, mentre un certo Paolo Maldini si sta facendo sempre più strada. Il bilancio è di 79 presenze e 9 reti, mai nessun terzino aveva segno così tanto.

Ormai sulla soglia dei 34 anni viene ceduto al Bologna; i bianconeri sono una squadra che non vince più e si deve rinnovare; nonostante la sua cessione la Juventus continua a non vincere, il suo digiuno di tricolori durerà nove anni.

Giocherà ancora due stagioni nel Bologna per poi lasciare definitivamente il calcio.In serie A ha giocato 352 partite, segnando 35 reti in 15 stagioni, come bianconero 297 presenze e 33 reti. Cabrini appende le scarpe al chiodo dopo aver vinto praticamente tutto, rimanendo un giocatore che non ha avuto e non ha uguale nel panorama del nostro calcio.