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Cruyff con la maglia della nazionale olandese. Nel 1966 il suo debutto.

Cruyff nel 1973 passa al Barcellona per la cifra record di un miliardo e trecento milioni di lire dell'epoca

 

Con la maglia della selezione americana, vestita una sola volta

 

Con il Barcellona, un titolo nazionale ed due Coppa di Spagna

IL PROFETA DEL GOL

JOHAN CRUYFF

Stella del'Ajax, giocherà anche nel Barcellona e negli States prima di tornare in Olanda

Nato ad Amsterdam il 25 aprile del 1947 Cruyff è il giocatore simbolo del calcio totale olandese che dominò la scena internazionale negli anni settanta.Prima di Maradona e anche prima di Platini, in Europa si è levato sulla schiera dei calciatori Johan Cruyff. E’ diventato negli Anni Settanta il re del football alla guida dei "lancieri" dell’Ajax di Amsterdam e degli arancioni che sono poi i nazionali di Olanda.

La sua storia ha dell’incredibile. Difatti, Cruyff venne addirittura scartato dal servizio militare per colpa dei suoi piedi, decisamente piatti e con la caviglia sformata. Proprio i suoi piedi eccezionalmente buoni contribuirono a renderlo famoso nel mondo, questo figlio di un fruttivendolo e di una lavandaia che il maestro Gianni Brera definì migliore di Di Stefano, la stella del grande Real Madrid, e che ribattezzò "il Pelè bianco".


Non è un caso che Cruyff in carriera si sia aggiudicato tre "palloni d’oro" che sono l’equivalente dell’Oscar cinematografico. Dal fisico apparentemente fragile Johan - chiamato "il candido" perchè nei ritagli di tempo si divertiva con il suo passatempo preferito, il giardinaggio, o anche "l’anatroccolo dai piedi d’oro" - è stato in effetti una vera meraviglia, capace di incantare la platea con i suoi tocchi mirabili e di galvanizzare la propria squadra, l’Ajax.

Un destino il suo, perché la madre lavorava appunto come lavandaia allo stadio dell’Ajax.
Johan entrò giovanissimo nella squadra ragazzi dei "Lancieri" e a dodici anni sapeva già destreggiarsi magnificamente con i piedi effettuando fino a centocinquanta palleggi consecutivi, un autentico funambolo del pallone fin da quell’età.

Per irrobustire il suo fisico non proprio atletico, si allenava con sacchetti di zavorra di quattro chili ciascuno infilati nella giubba della tuta. Al suo primo campionato ufficiale segnò la bellezza di settantaquattro gol.

Due anni dopo a solo diciannove anni debutta in nazionale; è il 7 settembre del 1966 nella partita di qualificazione per gli europei contro l'Ungheria. Finirà 2 a 2 è Cruyff segnerà anche un gol.

Nel 1969 l'Ajax avverte il mondo della sua potenza; i lancieri arrivano alla finale di Coppa dei Campioni perse con il Milan. E' l'inizio di un ciclo che per tre anni consecutivi porterà Cruyff a vincere la Coppa dei Campioni superando nel 1971 il Panathinaikos, poi nelle due finali l'Inter e la Juventus.

Pallone d'oro anche nel 1971, 1973 e 1974, l'anno della definitiva consacrazione anche della nazionale olandese a livello mondiale con il secondo posto a Monaco dopo aver umiliato in semifinale il Brasile.

Dopo i successi con l’Ajax, nel 1973 Cruyff passò al Barcellona per una cifra, allora record, di oltre un miliardo e trecento milioni: al primo colpo il club catalano vinse con lui lo scudetto che non vinceva da quattordici anni. Cruyff ottenne un ingaggio di mezzo miliardo. In breve tempo grazie agli affari intrapresi con un ricchissimo finanziere internazionale Jack Van Zanten e con il suocero Cor Coster, il re dei diamanti, Johann divenne uno degli uomini più ricchi d’Europa. I colossi delle assicurazioni, i Lloyd’s di Londra assicurarono le gambe di Cruyff per due miliardi e mezzo. Il suo numero di maglia, il 14, divenne un mito in tutto il mondo.

Nel Barcellona fece grandi cose anche se non portò la squadra catalana a vincere coppe internazionali, obiettivi sperato da tutta la società. Un titolo nazionale e due coppa di Spagna nei cinque anni di militanza.

Intanto lascia la nazionale alla vigilia dei mondiali in Argentina con il bottino lusinghiero di 82 presenze e 48 reti. Cruyff finì la parentesi americano con gli Azteca di Los Angeles gli assegnarono un ingaggio di tre miliardi e mezzo più la percentuale sugli incassi di due anni.

Tornerà poi ancora nell'Ajax, una squadra diversa da quella che aveva lasciato. I lancieri non sono più protagonisti nel mondo ma Cruyff si togli la soddisfazione di vincere ancora n titolo nazionale. La sua ultima maglia e quella del Feyenoord, eterni rivali di sempre, dopo si toglie la soddisfazione di vincere coppa e campionato.
Il mito Cruyff resiste tuttora nella memoria degli appassionati. Johan ha un erede, il figlio che gioca in questi anni. Non ha il talento del padre, la cui fama è indubbiamente meritata. Come allenatore, ha avuto alti e bassi, ma il Barcellona, che con lui ha vinto, lo ha richiamato per la prossima stagione. In Italia qualche grande società l’avrebbe voluto, per esempio il Milan, ma non se ne fece nulla.

1964 - 1973: Ajax
1973 - 1978: FC Barcelona 
1979 - Los Angeles Aztecs
1980 - 1981: Washington Diplomats
1981 - UD Levante
1981 - 1983: Ajax
1983 - 1984: Feyenoord

Successi con squadre di club

1966: Campione d'Olanda
1967: Campione d'Olanda
1967: Campione d'Olanda
1968: Campione d'Olanda
1970: Campione d'Olanda
1970: Coppa Olanda
1971: Coppa Campioni
1972: Campione d'Olanda
1972: Coppa Olanda
1972: Coppa Intercontinentale
1972: Coppa Campioni
1973: Campione d'Olanda
1973: Supercoppa Europea
1973: Coppa Campioni
1974: Campione di Spagna
1978: Coppa Spagna
1982: Campione d'Olanda
1983: Coppa Olanda
1983: Campione d'Olanda
1984: Campione d'Olanda

Altro
Risultati personali:

1971: Pallone d'Oro
1973: Pallone d'Oro
1974: Pallone d'Oro
1983: Miglior giocatore olandese dell'anno
1984: Miglior giocatore olandese dell'anno