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LA STORIA DELLA JUVENTUS GIUSEPPE FURINO Record-man degli scudetti vinti, ben otto, ma tutti con la stessa squadra, rimane il simbolo della serietà e professionalità del calcio Il soprannome era “Furia”, mitico cavallo ma anche simbolo di una forza costante e perenne. Eppure questo giocatore quando incominciò a giocare nelle giovanili della Juventus, sembrava un ragazzo diventato grande troppo presto, troppo serio per la sua età e dal fisico piccole ed esile, che non prometteva sicuramente di raggiungere importanti risultati. Invece diventerà uno
dei calciatori simbolo della Juventus e del calcio italiano; basti pensare
che vincerà ben otto scudetti, record
di tricolori che condivide con Ferrari e Ciro Ferrari, ma che
rimane l’unico calciatori a vincerli con un'unica squadra. Furino, nato
a Palermo nel 1946, cresce praticamente nella Juventus dove inizia nella
Scuola Calcio, gli allora N.A.G.C., e dopo i prestiti al Savona, dove
sarà un ottima ala sinistra, e Palermo, entra nella rosa titolare nel
torneo 1969-70 dove giocherà fino al 1984, per un totale di sedici
stagioni. Fu Boniperti ad intuire
le qualità del futuro capitano, mentre Rabitti, Picchi e Vycpalek ebbero
il merito di saperlo valorizzare nelle loro formazioni; in poco tempo
diventa il vero motore del centrocampo juventino facendo grande una
squadra che presto vedrà protagonisti i tiri di Anastasi, i colpi di
testa di Bettega , dei funambolismi di Causio e le magie di Tardelli,
Boniek e Platini. Con lui “giocò” gran parte della storia della
Juventus, e lui fece la storia della Juventus. Oltre ad essere un feroce intenditore, gran combattente e marcatore asfissiante era anche tatticamente disciplinato, raramente gli arbitri hanno tirato fuori il cartellino giallo per riprenderlo da qualche intervento non ortodosso. In sedici anni tanti campioni passano e scompaiono in una grande squadra, davanti alla storia vivente che Giuseppe Furino rappresenta per la tifoseria bianconera, atleta che diventa il capitano carismatico di quella squadra, è lui il vero leader dello spogliatoio dove viene sempre indicato come esempio da Boniperti, Furino assorbe in pieno la sua filosofia del calcio: arrendersi mai e dopo una vittoria pensare immediatamente a preparare la partita successiva.
L’uomo che lo vide come elemento insostituibile della sua squadra fu sicuramente Trapattoni, con il quale si vivranno a doppiofilo tantissimi campionati. Da buon ex difensore, l’allenatore bianconero lo rappresenta come protagonista del suo gioco, al punto tale che negli ultimi anni della sua carriera, ormai non più giovanissimo, Trapattoni lo inventa come “riserva” ideale. Nel secondo tempo, anche se la sua squadra sta vincendo con un solo gol di scarto, ecco che butta Furino nel mezzo della partita al posto di un centrocampista o di un attaccante. Con una difesa rinforzata dall’esperienza del giocatore siciliano, tutte le partite terminavano vittoriose, e, tassello dopo tassello, portavano in conclusione alla conquista di numerosi scudetti. Furino però fu quasi ignorato dalla nazionale, con il quale non ebbe una rapporto felicissimo. Convocato per il mondiale messicano, debutterà giocando nel secondo tempo contro la l’Uruguay sostituendo Domenghini. Passeranno ben quattro anni prima di poter vestire la maglia azzurro per la sua terza ed ultima presenza, quando Bernardini , suo estimatore, lo farà giocare titolare contro la Bulgaria nel dicembre del 1974, incontro di un periodo sperimentale del nostro calcio. Sarà un tentativo che non avrà seguito, nel secondo tempo il suo posto verrà preso da Guerini, lasciando amarezza nel difensore juventino. Sarà titolare nella sua squadra per ben sette degli otto scudetti, vinti come indiscusso titolare. L’ultimo nella stagione 1983-84 ,ormai giunto alla soglia dei quaranta anni, lo vede con solo con una presenza, in una squadra che ha trovato nel giovane Bonini il suo degno erede. Furino rimane ancora oggi il simbolo della serietà di un grosso campione, pronto a qualsiasi sacrificio, in cambio del successo della sua squadra e molte volte a discapito della sua carriera. Gli otto scudetti rimango i risultati della sua grande capacità , che lo hanno portato ad una lunghissima carriera, senza essere mai criticato ne dalla stampa ne da un tecnico, avendo solo il ringraziamento dei tifosi domenica dopo domenica.
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Foto : sopra Furino a sinistra negli anni '70 e a destra nel campionato 1982-83. Sopra una foto classica in bianco e nero |
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