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Maldera con la Roma, tre campionati ed uno scudetto nel 1983

Maldera abbraccia Sabatini mentre Calloni esulta per la Coppa Italia 1977

Con la maglia azzurra, solo dieci presenze tra il 1976 e il 1979

Maldera con lo scudetto della stella, il decimo nella stagione 1978

 

IL PIU' FORTE DI UNA DINASTIA DI DIFENSORI

ALDO MALDERA

Terzino con licenza di gol,nel Milan vince lo scudetto della stella e conquista il suo secondo tricolore nella Roma di Liedholm

Una vera propria dinasta di calciatori è quella dei Maldera, famiglia pugliese emigrata come tante a Milano. Tre fratelli, tre difensori tutti molto forti. Il primo Luigi detto Gino giocherà nel Milan dal 1968 al 1971, poi al Catanzaro fino al 1978. Il secondo è Attilio, che militerà nel Cesena e nel Bari. Il terzo è Aldo, protagonista di questo articolo che ha sempre affermato che “…per me i miei fratelli erano bravi come me, solo che io sono stato più fortunato”. Ribattezzato “Maldera III” gioca nei Boys rossoneri per poi debuttare  a soli diciassette anni in Coppa Italia il 2 settembre 1970 contro il Varese. Vittoria per 4 a 0 ma la prima partita in serie A avviene solo due anni dopo; Mantova- Milan 0 a 0 ed è Rocco a lanciarlo in prima squadra. Aldo giocherà solo quella partita in quella stagione e l’anno successivo viene prestato al Bologna, per risolvere motivi legali al servizio militare. Quando torna a giocare nel Milan, Maldera trova un ambiente sotto choc per il mancato scudetto appena perso. La batosta di Verona all’ultima giornata ha lasciato il segno. La squadra entra in crisi e Rocco lascia la panchina prima a Maldini, il suo secondo, poi  a Trapattoni. E’ un Milan da ricostruire ma sono anni di delusioni. Juventus e Torino sono le leader del calcio e Maldera gioca in una squadra di buone speranza che si infrangono subito.

Intanto  crea il suo ruolo che lo contradistinguerà, quello del terzino fluidificante ; attento marcatore ma pronto all’attacco, a crossare e eventualmente anche a colpire a rete. Del resto Maldera è forte di testa ed ha un buon tiro. In campionato segna quattro reti e Bearzot lo prova alla ricerca di un terzino in alternativa a Rocca e con un Tardelli ormai destinato al centrocampo. Arriva il debutto anche in azzurro nella tournee americana del 1976 contro l’Inghilterra e poi con il Brasile. La stagione 1977 sembra quella del rilancio, ma la squadra guidata da Giagnoni affonda al decimo posto, al limite della serie B. Ecco arrivare anche Pippo Marchioro ma il Milan peggiora ancora. Con questo allenatore Aldo non nutre un grande feeling al punto che il suo ruolo naturale di terzino viene preso da altri giocatore. Per Maldera il nuovo ruolo di mediano, con esiti negativi.

Rocco viene richiamato per l’ennesima volta e porta nuova vitalità alla squadra; con un Maldera che ritorna a fare il terzino con licenza di gol arriva il successo in Coppa Italia proprio contro l’Inter ed è Aldo ha realizzare la rete vincente. L’anno successivo è Liedholm, dopo un ottimo periodo con la Roma , ha guidare le file rossonere. “Mi ha insegnato molto, mi ha insegnato quando ad attaccare  senza perdere di vista la punta che dovevo sempre marcare”, cosi viene ricordato il barone svedese.

Nasce un nuovo schema di attacco, il Rivera-Maldera. Il baffuto terzino corre sulla fascia, passa la palla a Rivera che poi lo rilancia a rete. Arriveranno ben otto reti e tutte decisive per quella che sarà l’attesa stagione della stella, quella del decimo scudetto vincendolo davanti ad un ottimo Perugina.

La maglia numero tre in nazionale sembra ormai sua. E’ l’uomo che serve alla nostra squadra alla vigilia dei mondiali in Argentina. Con uno scudetto conquistato e con un ben numero di reti tutte volge tranquillo verso la partita contro la Francia. Poi qualcosa non quadra e Bearzot “inventa” Cabrini, che debutto proprio al posto di Aldo Maldera. E’ la fine della sua storia con la nazionale. Aldo giocherà solo la finale per il terzo posto contro il Brasile, in una squadra decimata da infortuni e squalifiche. Un Cabrini fortissimo gli chiude le porte a qualsiasi chance. Per lui in azzurro solo scampoli di partite per un totale di dieci presenze.

Arrivano anni neri per il Milan che viene retrocesso due volte in B, prima per il calcio scommesse poi per effettivi demeriti sportivi. Maldera fa la chioccia ai giovani promettenti come Baresi e Maldini e riporta il Milan nuovamente in serie A. Dopo dieci stagioni rossonere, nel 1982-83 Liedholm lo vuole nella sua Roma. Ha bisogno di un giocatore come lui che conosce molto bene, schierandolo insieme a Nela, altro terzino con velleità offensiva, un innesto importante che renderà forte una squadra già ricca di campioni. Sarà il suo secondo scudetto. Vestirà i colori giallorossi per altre due stagioni inventandosi libero, anche se non giocherà la finale di Coppa Campioni con il Liverpool. Sarà invece presente un mese dopo nella doppia finale in Coppa Italia vinta ai danni del Verona. Concluderà la sua carriera con la Fiorentina, dimostrando di essere un dei più forti difensori del nostro calcio.