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Maldini solleva la sua quinta Coppa dei Campioni

 

Nel Milan ormai da più di venti anni

 

Contro la Corea nella sua ultima partita in azzurro

 

PAOLO MALDINI - SECONDA PARTE

L'INFINITO

Arriva Capello e tre scudetti ed una Coppa Campioni, la sfortunata nazionale e le due Coppe Campioni con Ancellotti

Dopo l’era di Sacchi tutti pensano che i fasti di quel periodo non si possano più ripetere; invece Capello crea una nuova generazione di vittorie rossonere con tre scudetti consecutivi e una Coppa Campioni battendo il Barcellona nel 1994.  Milan con Maldini è ormai sinonimo di successi internazionale; Paolo ora non più un semplice terzino sinistro ma diventa all’occorrenza anche difensore centrale.  Ai mondiali di pochi mesi dopo l’Italia di Sacchi ripropone tanti suoi ex giocatori e Maldini riesce a guidare la nostra squadra fino ai rigori fatali contro il Brasile.

Dopo Capello il Milan vive un momento di transizione con due stagioni lontane dal vertice della classifica; voci insistenti vogliono la cessione di Maldini a club importanti come il Chelsea ed il Manchester,  ma Paolo rimane, per creare quello “zoccolo duro” di calciatori di esperienza come Costacurta ed Albertini che possono dare ancora tanto al Milan.

Intanto sulla panchina azzurra siede suoi padre e Paolo gioca il mondiale in Francia; ancora rigore  sono il segno della nostra eliminazione, nei quarti contro i futuri campioni del mondo transalpini. L’anno successivo è il momenti di Zaccaroni e arrivano un altro tricolore.

Agli europei del 2000 finalmente sembra che il calcio azzurro possa fregiarsi di un titolo importante dopo quasi ventenni dal mondiale spagnolo. Nella semifinale con l’Olanda, Paolo sbaglia il suo calcio di rigore, ma sarà Toldo con impresa eccezionale a portare l’Italia ancora ad incontrare la Francia per una finale stregata dalla sfortuna. Si apre l’era Ancellotti  ma il Milan rimane alla finestra davanti ai successi di Lazio, Roma e di due scudetti juventini.

Ai mondiali del 2002 la partita con al Corea di costa l’eliminazione e la rete della disfatta è firmata da Ahn, che di testa beffa in elevazione superando Maldini e buttando il pallone alle spalle di Buffon. Le critiche non mancano considerando la non elevata altezza dell’attaccante coreano a Paolo, a centro di ingiuste critiche, decide di lasciare la nazionale con ben 126 presenze e con 74 con la fascia da capitano, primati assoluti.  Intanto sul versate rossonero Ancelotti traballa ma la dirigenza gli rinnova la fiducia per poi arrivare nel 2004 con una storia stagione, quella dello scudetto e dalla mitica finale di Coppa Campioni battendo proprio la Juventus di Lippi ai rigori.

Per lui si ritorna a parlare di “Pallone d’oro” ma la consuetudine di darlo solo a degli attaccanti, nega sempre ogni possibilità di vittoria per una dei più forti difensori di tutti i tempi. I giornalisti lo votano ma lui il famoso premio riesce solo a sfiorarlo arrivando terzo nel 1994 e nel 2003.

E’ una nuova era anche per Maldini che sembra portare a  nuovi traguardi ambizioni ma arrivano solo  le sconfitte in Coppa Intercontinentale e la beffa della finale con il Liverpool dove realizza il gol più veloce di una finale beffando gli inglesi dopo solo 52 secondi. Paolo nella stagione 2005-2006 ormai non è più titolare, giocando solo 14 partite, ma Ancellotti non lo accantona. La domanda ormai è quella di “Maldini quando smette ?”, che si ripete alla fine di ogni stagione. La risposta è sempre la stessa, gioco ancora due anni, e poi due anni, dimostrando ancora passione e voglia di vincere.

Ormai la sua esperienza è sinonimo di garanzia e non è solo un calciatore simbolo di un glorioso passato, ma diventa una atleta da dosare e da schierare nei momenti importanti. All’età di 39 anni Ancellotti lo schiera per la finale della Champions contro il Liverpool, dal sapore di tanta rivincita. Per Paolo è un'altra giornata storica e l’immagine per tutti impossibile di rivedere la fotocopia della vittoria di tre anni prima invece si realizza.

Un “Coppa con l’Orecchie”, la quinta della sua carriera, da sollevare in aria in segno di vittoria per un campione ormai eterno. A termine della stagione 2008-09, la decisione mai arrivata, quella di lasciare il calcio giocando. Con lui termina la carriera non solo di un grande campione ma quasi due decenni della storia del nostro calcio.

IL PALMARES

 

CAMPIONATI ITALIANI : 7

SUPERCOPPE ITALIANE : 5

COPPA ITALIA : 1

COPPA DEI CAMPIONI : 5

SUPERCOPPE EUROPEE : 5

COPPE INTERCONTINENTALI : 3

PRESENZE IN NAZIONALE : 126

RETI IN NAZIONALE : 7

MONDIALI DISPUTATI 4: 1990-1994-1998-2002