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Gunnar Nordahl, dieci stagioni nel nostro campionato con 227 reti segnati

 

Il mitico trio Gre-No-Li, quattro grandi stagioni nel Milan

 

E' il 1955 e Nordhal viene portato in trionfo per la conquista del suo secondo scudetto

 

LA TABELLA DI NORDHAL
48-49 MILAN A 15 16
49-50 MILAN A 37 35
50-51 MILAN A 37 34
51-52 MILAN A 38 26
52-53 MILAN A 32 26
53-54 MILAN A 33 23
54-55 MILAN A 33 27
55-56 MILAN A 32 23
56-57 ROMA A 30 13
57-58 ROMA A 4 2

SUO IL RECORD DEI CANNONIERI A VENTI SQUADRE

GUNNAR NORDHAL

Oro olimpico arriva nel Milan per creare il mitico trio Gre-No-Li. Vincerà due scudetti ed una Coppa Latina e per cinque volte la classifica dei cannonieri. Con 227 reti è il giocatore con più reti in serie A

Gunnar Nordahl nasce a Hoernfors in Svezia il 19 ottobre 1921.  A casa  sua si vive di pane e pallone considerando che già due suoi fratelli maggiori hanno scelto questo sport come loro grande passione. Subito gioca con loro nella squadra della loro città per poi il passaggio in terza divisione e giovanissimo nel 1940 approda dal Degfeforse. Tre anni dopo la svolta con il grande passaggio nel Norrkoeping dove per tre anni consecutivi vince il titolo di campione di Svezia e classifica dei cannonieri. Il suo bottino è quello di un grande giocatore anche se in quel periodo nel paese scandivano il calcio è uno sport secondario. Le sue doti di bomber però superano i confini del suo paese al punto che nel 1947 venne convocato per il “Resto d’Europa” in un match a Glasgow  che vide la nazionale dei maestri inglesi vincere per 6 a 1. Per lui l’unica consolazione della realizzazione del gol della bandiera.

Nel 1948 gioca nella nazionale svedese alle prime olimpiadi post belliche di Londra e vince la medaglia d’oro insieme altri due fratelli . Quella sarà una squadra che vedrà altri giocatori protagonisti nel nostro campionato. Con lui vincono il titolo anche Liedholm e Gren e il trio Fre-No-Li è già nato anche se non in rossonero.

Arriva il torneo 1948-49 e sull’onda del suo successo internazionale viene acquistato dal Milan e giunge nel nostro paese un atleta quasi spaurito e sorpreso in un Italia dove il calcio è già una vera propria industria lasciando un mondo dove questo sport è poco più che dilettantistico.Il suo biglietto da visita è quello dei grandi centravanti. In Svezia ha realizzato ben 180 reti in 186 partite. Incomincia a metà campionato ma in sole 15 gare segna 16 reti, più di un gol a partita !  

Subito impressiona il pubblico di S.Siro; mai si era visto un atleta che fosse  così possente e veloce allo stesso momento. Il soprannome di “Il bisonte” era proprio perfetto considerando che entrava in aerea palla al piede superando  e spesso sollevando i gracili e piccoli difensori della squadra avversaria. In particolare modo si ricordano i derby di quel periodo dove in nero azzurro giocavano l’altro forte straniero,l’ungherese Nyers. Il primo in particolare modo finì 4 a 4 con il Milan che grazie alle reti proprio di Nordal recuperava subito la reti subite. 

L’anno successivo i  presidente delle squadre di serie A cominciano, dopo la crisi bellica, a comprare calciatori anche all’estero. Inizia la moda dello straniero, alla ricerca di un o più calciatori che possono trasformare la loro squadra. Arriva in Italia tanti stranieri addirittura ben 43 e le più forti squadre ne possono anche schierare tre alla volta. Il Milan attinge a piene mani nella forte nazionale svedese. Tutti i vincitori dell’oro olimpico arrivano in Italia e a Milano si acquista anche Gren e Liedholm per ricostruire il terzo d’attacco della nazionale scandiva. Non sono calciatori giovanissimi, infatti Grenn ha già 29, Liedholm 27 e Nordhal 29, ma saranno per quattro anni uno dei più forti terzetti mai visti sui campi di calcio nostrani. 

Il primo campionato del terzetto Gre-No-Li il Milan è dietro la Juventus e Nordahl vince per la prima volta la classifica dei cannonieri e la vince alla grande segnando ben 35 reti, record tuttora imbattuto nei tornei a venti squadre. 

Per ben cinque campionati dal 1949-50 al 1954.55 il “Bisonte” si aggiudica la classifica dei cannonieri, in una graduatoria che parla solo straniero. Dietro di lui  ecco grandi marcatori come Nyers, Hanse e Jeppson.  Nella stagione 1950-51 l’arrivo del sospirato scudetto, superando di un solo punto i cugini dell’Inter, un traguardo che mancava da ben quarantaquattro anni. Sono forti anche in Europa e la Coppa Latina, madre della Coppa dei Campioni (vedere articolo collegato) si veste dei colori rossoneri.

Pur avendo il un terzetto di livello mondiale e con Gunnar sempre capocannoniere, il  Milan segna il passo per tre stagioni. Nel 1953 Gren viene ceduto alla Fiorentina e termina la leggenda del trio svedese durata solo quattro campionati. Un nuovo titolo viene conquistato nel 1954-55 vincendo davanti a due squadre che non avevano mai dominato il nostro campionato, l’Udinese, retrocessa poi in serie B, e la Roma. L’anno successivo è l’ultimo  con la casacca rossonera. Non è una stagione sottotono, anzi con 23 reti si dimostra a 35 anni ancora in grande forma. Viene venduto alla Roma, in una squadra sempre piena di grandi campioni come Ghiggia e realizza 13 reti in trenta partite. Il torneo 1957-58 è l’ultimo in Italia. Gunnar ha 37 anni e gioca solo quattro gare sempre come giallorosso. Poi l’addio al nostro calcio, per uno dei campioni più forti, sotto tutto i sensi, mai visti nel nostro campionato rimanendo il calciatore più prolifico della seria A con ben 227 reti. Nessun ha segnato come lui.