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UN ORO OLIMPICO PER L'INIZIO DI UNA GRANDE NAZIONALE

POLONIA

A Monaco nel 1972 vincono il titolo Olimpico, e sorprenderanno il mondo due anni dopo nello stesso stadio. Argento poi a Montreal nel 1976

Il calcio dell’est europeo, dopo il dominio dell’Ungheria, trova una altra grande nazionale protagoniste anche nelle Olimpiadi, la Polonia. A Monaco nel 1972, tutti  danno i favori del pronostico alla giovane nazionale olimpica della Germania Ovest. Del resto gioco in casa e il calcio tedesco torna finalmente protagonisti con la vittoria in Belgio della Coppa Europa di qualche mese prima. Candidata alla medaglia d'oro è la giovane compagine tedesca con all’attacco Hoeness, che sarà ben presto leader del Bayern e della nazionale maggiore. Invece subito la Polonia dimostra la qualità del suo gioco, superando nel girone eliminatorio la quotata DDR. La nazionale polacca gioca un calcio innovativo, che ricorda più la zona della rivoluzionaria Olanda che il la tecnica classica delle squadre dell'est europeo.

I giocatori sono Gadocha, Gorgon, atleti che due anni più tardi daranno anche un dispiacere alla nostra nazionale. Il loro  numero uno è Kazimierz Deyna, centravanti dal fisico alto ed asciutto, dotato di una buona tecnica e di un ottimo tiro. Nel girone di semifinale il loro avversario è l’URSS. Deyna porta in vantaggio la Polonia poi raddoppio di Szoltysik. La compagine sovietica accorcia le distanze con Oleg Blochin, già affermato leader del nuovo calcio, ma il 2 a 1 sarà il risultato definitivo.

Nella finalissima bisogna superare le fortissima Ungheria che passa in vantaggio con Varady ma ancora Deyna diventa protagonista con due reti e rovesciando il risultato regala la medaglia d’oro.

Nasce una nuova forza del calcio mondiale per un periodo che durerà più di un decennio. Parlare della Coppa del mondo di due anni più tardi è tempo perso. Tutti ricordano l’eliminazione dell’Inghilterra da parte dei polacchi nelle quasi di qualificazione. La Polonia  diventa la rilevazione di quel torneo. Prima elimina l’Italia, che forse aveva un poco sottovalutato la forza degli avversari, che giungono fino alla semifinale sconfitti dalla campioni della Germania Ovest. Nella finalina dimostreranno ancora il loro valore sconfiggendo anche il Brasile.

Ai giochi olimpici del 1976 a Montreal ormai la Polonia è una squadra affermata che vanta il diritto a bissare l’oro di quattro anni prima. Rispetto alla squadra di Monaco l'attacco si è molto rafforzato; si ripropongono infatti i protagonisti della Coppa del Mondo come Lato, capocannoniere del torneo e il baffuto Szarmach, che tutto ricordano per aver superato Zoff nella partita dei mondiali tedeschi.

                            

Nella semifinale incontra i giovani carioca che tentano di fermare l’esperta squadra polacca. Un secco 2 a 0 . Le reti sono entrambi di Szarmach. La finale è una autentica partita che si sarebbe potuta giocare nella precedente Coppa del Mondo. L’avversario è la DDR. Il pronostico è per Lato e compagni; del resto la squadra tedesca  non più giovanissima e a guardia della sua porta vi è il portierone Croy, lo stesso che ben sette anni prima Gigi Riva aveva superato con un gol in tuffo di testa per quella che rimane una delle più belle reti della storia del calcio azzurro

Sarà una partita senza storia con i tedeschi che segnano ben tre reti tre reti nell'arco di pochi minuti. Il punto della vittoria è siglato da Lato, capocannoniere del mondiale tedesco.

Il calcio polacco vivrà un momento di flessione di qualche anno. Non si classificherà per le Olimpiadi di Mosca e boicotterà con il biglietto in tasca, l’edizione di quattro anni dopo in terra americana. L’ultimo acuto sarà nella Coppa del mondo del 1982, quando giungerà nelle semifinali superata delle due reti di Paolo Rossi, ma quella è un’altra storia...

foto : sopra la nazionale polacca ai giochi olimpici del 1972, sotto a sinistra Deyna con la medaglia d'oro e Lato