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I cinque campionati con Platini; un grande periodo per la Juventus.

Prima stagione con i bianconeri; uno scudetto perso con la Roma, una CoppaCampioni regalata all'Amburgo.

 

Il duello in quel periodo e con la Roma; ecco in Juventus-Roma del 1983.Platini supera il tackle di Nela.

Nel 1983-84 doppia vittoria; ritorna il tricolore e si vince la CoppaCoppe.

 

Platini esulta dopo una rete; vincerà per tre volta la classifica dei cannonieri.

 

Michel Platini protagonista anche ai mondiali del Messico nel 1986

Terzo Pallone d'Oro, un grande risultato

Stagione 86-87, il suo ultimo campionato

 

UNA GRANDE EPOCA PER IL CALCIO ITALIANO

MICHEL PLATINI, ILRE

Dopo il mondiale del 1982, arriva alla Juventus.Con lui sfiora e vince scudetto e CoppaCampioni, la coppa Intercontinentale, ancora una scudetto e il Terzo Pallone d'Oro. Poi la scelta di abbandonare

 

La prima volta che lo abbiamo conosciuto è stata in occasione delle mondiale argentino del 1978.La nostra avversaria era la Francia, e già in quel periodo la sua figura era conosciuta in tutta Europa e stava interessando stampa ed osservatori internazionali.Il suo nome era Michel Platini. Cresciuto nel Nancy, era stato acquistato dal Saint Etienne,e a sua fama anche se giovanissimo stava superando i confini. Le prime foto che appaiano sui nostri giornali parlano di questo abile calciatore che si allena ore ed ore nei calci piazzati, superando con grande tecnica barriere fatte di sagome di cartone. Arrivano i risultati, arriva la maglia della nazionale e le squadre italiane, pronte alla riapertura ai giocatori stranieri, vedono in Platini un interessante acquisto. Le credenziali ci sono tutte, anche le chiare origini italiane. La squadra che lo vuole acquistare è l’Inter, ma poi non si farà più niente.

Fra le gare preparatorie al mondiale, la nostra federazione organizza un amichevole con la Francia, che poi il sorteggio porterà ad essere la prima avversaria nella coppa del mondo argentina.A Napoli Platini dimostra quello che è in grado di fare, realizzando proprio su punizione il gol del definitivo due a due. Poco tempo dopo Michel non darà la sua grande impronta alla compagine francese nella coppa del mondo, che terminerà con una fulminea eliminazione. Poi i mondiali di Spagna e l’arrivo in Italia. E' proprio Gianni Agnelli che vuole nella sua squadra quell'atleta della personalità e dalla tecnica che è stata sempre al centro della sua ammirazione. Insieme a lui un altro grande protagonista del calcio giunge  alla corte di Boniperti, si tratta di Boniek, potente attaccante polacco.

Lascia con grande onore il primo straniera della nuova era, il validissimo Brady.Michel Platini arriva nel nostro paese con grande fama ma con poche vittorie. Tanti gol in Francia, 139 in 250 partite, ma solo un Coppa e un titolo nazionale nel 1980-81.La nuova Juventus è una squadra stellare; l’attacco è composto da Tardelli, Bettega, Rossi, Platini e Boniek!

La stagione 1983-84 si apre con l’obiettivo scudetto-Coppa dei Campioni e le credenziali ci sono tutte per una formazione che presente campioni del mondo e fuoriclasse.In campionato la lotta e con i giallorossi di Pruzzo e Bruno Conti.  Nonostante che i bianconeri vincono entrambe le partite con la Roma, il titolo andrà ai giallorossi con quattro punti di vantaggio sulla Juventus. I primi mesi in Italia di Michel non sono felici; una pubalgia ne limitò il rendimento. Esploderà però nella parte finale della stagione.

La Roma era stata in testa al campionato per ben ventinove domeniche; poi Roma-Juventus. Falcao e compagni stanno vincendo fino a tre minuti dalla fine prima che una punizione di Platini e un colpo di testa di Brio rovesciano il risulto. I bianconeri escono dall’Olimpico riducendo il distacco a soli tre punti! Ma il campionato termina con la sconfitta nel derby di due domeniche dopo. Dopo essere stati in vantaggio per due gol, i granata, grazie a Torrisi rovesciano il risultato e vincono per tre a due. Scudetto alla Roma e tanta amarezza.

Michel Platini ormai è diventato il simbolo di questa grande formazione e vincerà la classica dei marcatori con sedici reti.In Coppa Campioni invece tutto procede bene; le squadre straniere vengono annientate della micidiale prima linea. Platini dirige, Boniek e Bettega realizzano. In ombra Paolo Rossi, attaccato dalla stampa che gli rimprovera di non replicare i successi del recente mondiale.

Superati negli ottavi lo Standard CL, nei quarti la Juventus vince anche in Inghilterra superando la forte compagine dell’Aston Villa. Poi in semifinale i polacchi del Widlew Lodz e poi si arriva alla finalissima di Atene. E’ la vendetta del calcio tedesco verso quello italiano. Un tiro di Magath al 7’ spiazza Zoff e la Juventus in serata-no perde una Coppa Campioni che considerava già vinta.Ma la stampa internazionale premia il regista bianconero con il Pallone d’Oro edizione 1983, il primo dei tre che vincerà consecutivamente.

Una stagione sicuramente ingiusta nei confronti della squadra di Trapattoni viene parzialmente “salvata” dalla conquista della Coppa Italia. In porta vi è il numero dodici Bodini. L’anno dopo prosegue  in campionato il duello con la Roma. I bianconeri presentano delle novità; Dino Zoff ha lasciato il calcio e al suo posto arriva Stefano Tacconi, robusto portiere dell’Avellino. Bettega emigra in Canada nei Toronto Blizzard e vengo acquistati due promettenti giovani, Vignola, ambitissimo da molti club e l’attaccante Penzo, secondo nelle classifica dei cannonieri l’anno prima  dietro proprio a Platini. I bianconeri prendono la leadership alla fine del girone d’andata, e grazie anche ad una Roma non esaltante come nella stagione precedente ad a un Torino che non riesce a tenere il ritmo della contendente, arrivano alla conquista dello scudetto. Le vittorie portano sempre la firma di Platini, ormai diventato il vero protagonista del campionato italiano. Le sue reti sono frutto di tecnica unica che dimostrano partita dopo partita che Michel Platini è un autentico campione. E arriva anche il secondo successo nella classifica cannonieri con ben venti reti. Lo scudetto è merito anche di un sempre più forte Paolo Rossi, grande con tredici centri.

La stagione viene coronata anche con un successo europeo, la Coppa delle Coppe. In semifinale i bianconeri superano il Manchester United e nella finalissima a Basilea hanno ragione del Porto. E’ due a uno con reti di Vignola e di Boniek.

Per Michel Platini è la stagione del successo anche in nazionale. Arriva il titolo europeo per i galletti e il  loro “calcio-champagne” e ovviamente e impossibile non assegnargli il secondo Pallone d’Oro.La stagione 1984-85 è alquanto deludente in campionato;  Gentile viene ceduto alla Fiorentina e i bianconeri collezionano numerosi infortuni; al giro di boa ormai l’obiettivo scudetto è lontano. Intanto arriva un grande risultato, la Supercoppa Europa. La sfida è con il Liverpool è terminerà 2 a zero con doppietta di Boniek; è solo l'anticipazione di una drammatica finale.

Il campionato vede una Juventus appannata che termina solo sesta  con ben sei punti di svantaggio dai neo-campioni del Verona. La squadra è comunque sempre forte e  Platini, puntuale sempre al gol, giunge alla vittoria nella sua terza classifica dei marcatori. E’ primo con 18 reti, molti ma non sufficienti per salvare un campionato in tono minore.

L’obiettivo della stagione è ovviamente la  Coppa dei Campioni. Il cammino non è problematico; la Juventus è ormai una squadra di livello mondiale.Gli avversari sono il Grasshopper, lo Sparta di Praga e i campioni di Grecia del Panathinaikos.L’unica formazione che può impensierire Trapattoni è il Liverpool, detentrice del titolo, e così sarà il duello finale. Nella partita più drammatica del nostro del calcio, la Juventus vince la Coppa Campioni, e Platini alza al cielo quel  trofeo da anni sospirato che diventa inutile  di fronte alla terribile tragedia che si svolge intorno alla partita.Un felicità piena di enorme tristezza.

Dopo la tragedia dell’Heysel, la Juventus di Trapattoni vuole ritornare protagonista anche nel campionato. Sempre con Platini leader indiscusso della squadra, i bianconeri si rinforzano con giocatori di primo piano. Dal Torino ecco Aldo Serena, dal Parma Pin, dall’Udinese Mauro e da una Lazio retrocessa in serie B arrivano i gioielli Laudrup e Manfredonia. E i risultati si videro subito grazie sempre a Re Michel e i bianconeri sembrano iniziare una stagione che li vedrà incontrastati protagonisti.Intanto arriva anche la Coppa Intercontinentale è l’otto dicembre 1985 la Toyota Cup, così ribattezzata dal 1980, si gioca in una finale secca a Tokio. Gli avversari sono gli argentini del Argentinos Junior.

Platini gioca una grande partita realizzando sicuramente il più bel gol “annullato della storia”.Uno stop e un tiro al volo di rara bellezza; Michel, sdraiato come Paolina Bonaparte, assiste alla grave ingiustizia, compensata dal una vittoria venuta ai calci di rigore per 6 a 4 , dopo un 2 a 2 nei tempi regolamentari. Il numero dieci bianconero sarà protagonista ancora realizzando di potenza il gol del pareggio dell’ uno ad uno e poi il deciso penalty.

Continuando con questi successi, arriva quasi scontato anche il Pallone d’Oro per l’anno 1985, il terzo della serie, che sarà l’ultimo.Nella Coppa dei Campioni sono due le squadre italiane; oltre la Juventus anche il Verona campione d’Italia.La sfida che tutti non invocavano invece si gioca; il sorteggio pone subito le due italiane a confronto e Platini e compagni superano la formazione veneta. Nei quarti finisce la storia del torneo europeo con il Barcellona che vince in casa per 1 a 0 e pareggia 1 a 1  a Torino.

Torniamo al campionato; Platini, capocannoniere nella precedente stagione, e si ripete sempre su ottimi livelli. Sono dodici le reti da lui realizzate, e diventa bomber della stagione juventina  davanti ad Aldo Serena, con undici reti. La quasi totalità di queste rete vengono realizzate di testa al punto che Serena, giocatore dalle molte maglie ma con grande fiuto del gol, viene considerato da Agnelli come un calciatore ottimo “solo dalla cintola in su”. La stagione di dominatrice ha un appannamento alla venticinquesima giornata. Un secco 3 a 0 all’Olimpico con la Roma, diretta inseguitrice, e la sconfitta la domenica dopo con la Fiorentina rischiano di compromettere la vittoria finale. Sarà la disavventura giallorosa con il Lecce a consegnare alla Juventus e a Platini lo scudetto, da parte di una Roma data per favorita allo sprint.

E il momento della Coppa del Mondo e la Francia con il “calcio champagne” è fra le favorite. Del resto Platini aveva alzano al cielo la Coppa Europa due anni prima, e sembra che i transalpini,sconfitti in semifinale dalla Germania quattro anni prima, possono rifarsi ampiamente.Negli ottavi superano l’Italia, ed è lui ad infliggere la prima rete che ci rimanda a casa.Nei quarti il Brasile, e la fortuna aiuta non poco i validi francesi.In semifinale ancora Germania, è arriva la sconfitta. Una partita in salita, cominciata con un gol su punizione, si concluderà con una rete in contropiede negli ultimi minuti. Ancora amarezza per Platini e la coppa del Mondo, tre edizioni valorose ma sempre sfortunate.

La stagione 1986-87 inizia con la conclusione di un ciclo. E’ quello di Trapattoni lascia la società bianconera dopo una collaborazione durata più di dieci anni, ovvero dal 1976. Sarà Marchesi a sostituirlo. La stagione non comincia sotto i migliori auspici; in Coppa Campioni agli ottavi è il Real Madrid ad eliminare i bianconeri; 0 – 1 in Spagna e 1 – 3 ai calci di rigore al Comunale. In campionato è il Napoli di Maradona, indiscusso mattatore del mondiale messicano, ha imporsi sulla Juventus, ottima ma seconda. I partenopei vincono con tre punti di vantaggio e decisivi sono i due incontri diretti con Platini e compagni. A Torino i partenopei vincono per 3 a 1 e si ripetono in casa per 2 a 1.

La Juventus di Marchesi è una squadra che punta molto su Serena, e Platini gioca una stagione alquanto in ombra. I guai fisici e un allenatore che lo vuole in una posizione più arretrata, lo portano a scomparire della classifica dei cannonieri e anche  dai protagonisti del campionato.Solo due reti per Re Michel, un re pronto ad abdicare. E sarà così. Michel lascia il calcio da protagonista, per tornare ad essere leader anche fuori dal campo.  Con decisione è presidente dell'UEFA, e con la stessa grinta ed eleganza della sua grande giocate, dirige il grande "circo  europeo" volendo ridare a questo sport l'importanza e la serietà che lentamente questo calcio stava perdendo.