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Pruzzo, dieci stagioni nella Roma e 106 reti realizzate

Un giovane Pruzzo nel Genoa nel 1972

Pruzzo con Bruno Conti, mitica coppia prima nel Genoa, poi nella Roma

LA TABELLA DI ROBERTO PRUZZO

 
1973-74 GENOA A 19 0
1974-75 GENOA B 33 12
1975-76 GENOA B 32 18
1976-77 GENOA A 30 18
1977-78 GENOA A 29 9
1978-79 ROMA A 29 9
1979-80 ROMA A 28 12
1980-81 ROMA A 28 18
1981-82 ROMA A 26 15
1982-83 ROMA A 27 12
1983-84 ROMA A 27 8
1984-85 ROMA A 21 8
1985-86 ROMA A 24 19
1986-87 ROMA A 19 4
1987-88 ROMA A 11 1
1987-88 FIORENTINA A 13 0

ROBERTO PRUZZO

"O REY" SI FERMO' A ROMA

"O Rey di Crocefieschi", questo il soprannome dato al bomber del Genoa e della Roma. Uno scudetto vinto, due sfiorati e una maglia azzurra mai arrivata

Il Pelè della costa genovese, tutto baffi e caratteraccio, un giocatore ombroso ma che tirava fuori le unghie in aerea di rigore. Roberto Pruzzo a soli 21 anni è già protagonista del nostro campionato; dopo aver fatto ritornare il Genoa in serie A, firma la sua prima stagione nella massima divisione con ben 18 centri e nella classifica dei cannonieri è dietro solo a Ciccio Graziani. E’ il 1976 e l’anno dopo è l’uomo più ricercato del calcio mercato.

Molti in lui vedono un sicuro protagonista è questa previsione sarà confermata nella Roma che spende cifre esorbitanti per acquistarlo. La squadra allenata da Giagnoni non è una grande formazione e il primo torneo lo vede con nove reti lottare domenica dopo domenica per evitare la retrocessione. L’anno dopo torna nella capitale  Liedholm, vincitore con uno scudetto con il Milan, e in Roberto lo svedese vede l’unico protagonista dell’attacco, l’unico riferimento per i cross che Conti ,che era già stato la sua spalla nel Genoa ai tempi della serie B, sa e deve fare. Del resto il bomber ha tutte le doti per portare avanti questo onere e poi, in particolar modo, è fortissimo di testa.

Pruzzo esplode e porta la Roma ai vertici del campionato sfiorando lo scudetto nel 1981, la stagione della famosa partita con la Juventus con il gol di Turone annullato. La perdita tanto discussa dello scudetto viene compensata con la vittoria in Coppa Italia. Intanto Pruzzo  vince la classifica dei cannonieri e la bissa anche nel 1982. Essere il calciatore più prolifico del nostro torneo non lo porta nella nazionale di Bearzot che dopo averlo provato un paio di partite lo scarta preferendo giocatori come Graziani e Selvaggi. 

Un rete di Pruzzo realizzata da Silva in Roma-Cesena

La vittoria al mondiale deve essere segno di riscatto per una stagione che si preannuncia importante. Arriva infatti l’atteso scudetto. In una formazione che schiera giocatori di classe come Di Bartolomei, Ancelloti e Falcao, Liedholm gli chiede di giocare di più per la squadra e anche se segna meno gol il suo apporto è fondamentale per la vittoria del tricolore. Le ambizioni ormai sono di livello europeo e il presidente Viola gli affianca giocatori come Graziani e Cerezo. La Coppa dei Campioni lo vede ormai protagonista internazionale. Tanti gol e da ricordare la gara di ritorno nella semifinale con il Dundee. All’Olimpico bisognava riscattare un pesante 2 a 0 e Pruzzo sul finire del primo tempo si inventa due grandi reti. Poi Di Bartolomei su rigore per arrivare alla rete della finale contro il Liverpool. 

Questa è la storia di una festa mancata dove Pruzzo pareggia il gol del vantaggio inglese saltando in aerea e colpendo la palla di testa con quella forza e precisione che solo  lui sa fare ma dopo un’ora lascia il campo per dolori addominali. Con  il bomber sarebbe stata sicuramente un’altra finale.

Sembra l’inizio della parabola discendente, poche reti e la Roma da ricreare. Arriva Eriksoon che vuole rilanciare la squadra ma questa invece non macina risultati; Pruzzo segna solo due reti nella prima metà del torneo. Il brontolio sotto i baffi comincia a fare effetto e Roberto ricomincia bucare le reti avversarie come nei bei tempi. Gol dopo gol nasce la rimonta che vede la Roma proiettata verso la conquista del titolo. Poi la beffa con il Lecce per un altro dramma nel cuore giallorosso. Unica soddisfazione le 19 reti ,la mitica cinquina contro l’Avellino, e il terzo titolo di capocannoniere, risultato di un grande calciatore. L'anno successivo il bomber segna il passo, dando ragione ad una età non più giovanissima.

Nella Roma il suo posto viene preso da Rudy Voller e per lui l’alternativa  alla panchina è quello di essere la riserva di lusso in una Fiorentina che applaude la sua nuova stella Roberto Baggio. Il destino sarà molto strano; al termine della stagione Roma e Fiorentina si giocano lo spareggio per il posto in Coppa UEFA e sarà proprio Pruzzo a condannare la sua ex squadra realizzando il suo ultimo gol che non farà fede nelle classifica dei cannonieri. La sua carriera termina con il risultato di  uno scudetto, due secondi posti, quattro Coppe Italia e tre volte capocannoniere. Infine le 106 reti in giallorosso per il vertice di cannoniere nella classifica dei marcatori della Roma e nella classifica dei ricordi di tutti i tifosi.