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Sei stagioni con il Milan dove ha vinto scudetto e Coppa Campioni, Intercontinentale,Super Coppa Europea ed Italiana
Con la maglia rossonera settanta reti in serie A
Nazionale dal 2002, ha disputato due mondiali LA TABELLA DI KAKA'
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UN MAGICO PERIODO PER LA SQUADRA ROSSONERA IL MILAN DI KAKA' Una promessa carioca che diventa realtà del calcio mondiale Quando giunse a Milano tutto sembrava fuorchè quello che ben presto avrebbe dimostrato, un talendo del calcio. Con quell'aria distaccata e con quegli occhiali da intellettuale sembra più un avvocato, un commercialista piuttosto che un attaccante brasiliano fatto di muscoli e collanine, come quelli che avevano calcato la nostra scena. Ricardo Izecson dos Santos Leite detto Kakà, nasce a Brasilia il 27 aprile 1982. Famiglia benestante, padre ingegnere e madre insegnante, sarebbe stato destinato a qualche carriera importante se il suo amore per il calcio non fosse stato così forte. Il suo simpatico nome gli viene dato dal fratello più piccolo che, non riuscendolo a chiamarlo Ricardo, si limita a chiamarlo con questo nomignolo. A sette anni si trasferisce a S.Paolo e gioca nella squadre giovanile. Gli allenatori sono però troppo preoccupati per il fisico esile del ragazzino che a 15 anni pesa solo cinquanta chili. Una preparazione adeguata ben presto lo porterrà ad essere un grandissimo atleta. Esordio nella prima squadra del San Paolo nel 2001, e diventa subito titolare; conclude con 27 presenze e dodici reti ed è pronto per la Selecao. L'anno successivo debutta con i verde-oro il 31 gennaio 2002 in Brasile-Bolivia che si conclude 6 a 0. Partecipa ai mondiali di pochi mesi dopo anche se rimane in panchina e gioca solo pochi minuti contro il Costarica, entrando al posto di Rivaldo. IL 2003 è il suo ultimo anno con il San Paolo, il tempo di passare al Milan anche su indicazione del tecnico Leonardo. Il primo settembre debutta in serie A in Ancona-Milan 0 a 2 e presto dimostra a tutti il suo valore, facendo innamore sia tifosi che giornalisti, impresa non facile. La sua posizione è dietro la due punte pronto ad avere campo per le sue grandi progressioni. "Si può giocare in allegria ed essere disciplinati, così è il mio calcio fatto di correttezza ed ordine" questo è la sua sintesi e la sua regola e lo dimostra in ogni partita. Corretto efficace, rende semplici anche le cose più difficile come tutti i campioni. Inoltre ha una grande visione di gioco che lo rende sempre protagonista in campo. Subito uno scudetto,mentre l'anno successivo diventa protagonista nella Champions League, arrivando alla finale nella drammatica partita persa ad Insta nbul contro il Liverpool.Nella stagione successiva ecco il mondiale tedesco; la squadra carioca non convince ,frenata dall'attacco di Ronaldo ed Adriano. Kaka non gira come tutta la squadra ed una serie di partite mediocri terminano con la sconfitta con la Francia. E' il momento del riscatto nella Champions e la "vendetta" è quella contro il Liverpool. La prima grande prova da superare è però la semifinale contro il Manchester di Ronaldo, che aveva impressionato umiliando la Roma per 7 a 1 qualche settimana prima. Il Milan arriva a casa degli inglesi senza timore e saranno le prodezze di Kakà a fare la differenza dimostrando che il Milan ambisce al massimo risultato. Nella finale di Atene il ll Liverpool viene superato grazie ai due gol di Inzaghi e per Kakà è il successo internazionale che si concretizza, meritatamente, con il Pallone d'Oro. Altri allori per lui e per il Milan; la Coppa Intercontinentale e la Supercoppa Europea. Poi arriva il tormentone Kakà; offerte da tutti i grandi club del mondo; la prima puntata vede il Manchester City richiederlo per cifre esorbitanti. E una vera telenovelas che si conclude con il proclama ufficiale della società. Tutte sembra quasi presagire che il giocatore sia ormai virtualmente incedibile e che sia ormai diventato una bandiera del Milan. Le successive offerte vengono prese quasi senza fare molta notizia da parte della stampa, quasi che fossero tentativi inutili; invece un autentico "colpo di scena" vede la cessione del giocatore ad un Real Madrid che vuole diventare stellare. Per lui inizia una avventura spagnola con un contratto milionario della durata di sei anni. Ricardo ci saluta, lasciandoci il sapore delle sue reti, delle sue progressioni, quando il campo di gioco si faceva sempre più esteso, per farlo correre sempre più velocemente.
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