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UN GRANDE TECNICO, UN GRANDE UOMO

NEREO ROCCO

Ottime mediano, gioca nell'Italia di Pozzo ma passerà alla storia come allenatore vincente con Triestina, Padova e poi protagonista di un dei più bei periodi della storia del Milan

Nereo Rocco nasce a Trieste il 20 maggio 1912 e la passione per il gioco del calcio la coltiva sin da bambino guardando le partite della appena fondata Unione Sportiva Triestina. Nel 1927, grazie all'insistenza dell'amico Piero Pasinati futuro campione del mondo 1938, Rocco entra a far parte dei Boys della Triestina per poi passare alle riserve della prima squadra, esordendo in serie A nel 1930 e diventando a soli 18 anni titolare a tutti gli effetti. Rocco giocherà con la Triestina dal campionato 1930-31 al 1936-37 per un totale otto stagioni in serie A, per un totale di 232 partite e totalizzando 66 reti.

Il giovane mediano si mette in luce per la sua innata dote tattica insieme ad una prestanza atletica non irrilevante. Vittorio Pozzo lo tiene in considerazione e nel frattempo arriva per Rocco la maglia azzurra della Nazionale B nel 1933 contro l’Austria e l’anno dopo è il momento della convocazione nella Nazionale A in preparazione per i mondiali. Rocco debutta nella delicata partita di qualificazione contro la Grecia, ma è Pozzo non viene convinto dal giocatore friulano. Rocco disputa solo il primo tempo di Italia la lasciare il posto a Giovanni Ferrari, che il tecnico ritiene più idonea a giocare al fianco di Meazza.Per Rocco terminerà per sempre l'avventura con la nazionale.  

Durante il periodo difficile della seconda guerra Rocco si reca al Napoli, dove lascerà un ottimo ricordo di se, per poi passare dal 1940 al 1942 al Padova che militava in seconda divisione. Nel 1945  Rocco svolge il difficile compito di terzino-allenatore a Trieste prima presso il Circolo Sportivo Cacciatore e poi alla Libertas, pur restando attaccato agli ambienti calcistici della Triestina, costretta a giocare a Udine per il divieto di giocare imposto dal Governo Militare Alleato che amministrava in quegli anni Trieste. Terminata la guerra finalmente solo nel 1947 con la Triestina ammessa di diritto alla serie A italiana ed è lui l’allenatore di questa storica squadra.

L’avvenimento ha un valore non solo sportivo ma di grande importanza per tutto il nostro paese. Fino a pochi mesi prima Trieste era inclusa nella famosa “zona A” amministrate dalle forze anglo-americane.

E' questo l'anno del miracolo rossoalabardato, il miglior campionato mai disputato dalla Triestina. Solo il grande Torino a quota 65 punti riesce a superare questa fortissima squadra che giunge seconda a pari merito con Juventus e Milan. E' doveroso indicare i numeri che quell'anno Rocco fa scrivere nell'albo della Triestina: 49 punti, segna ben 51 reti e ne subisce 42 in casa ottiene 15 vittorie, 5 pareggi e zero sconfitte
in trasferta ottiene 2 vittorie, 10 pareggi e 8 sconfitte. Negli anni successivi Rocco non ripeterà questo eccezionale risultato, confermando comunque la Triestina nelle zone tranquille del centro classifica. Nonostante i buoni risultati, Rocco abbandona l'incarico per divergenze con la dirigenza.

Nel 1951 accetta l'incarico di allenare il Treviso ma questa breve esperienza verrà interrotta per far ritorno nuovamente e per l'ultima volta alla Triestina dove, i vecchi problemi con la proprietà allontaneranno per sempre Rocco dalla società.Passa quindi al Padova in serie B salvandolo in extremis dalla retrocessione in terza divisione, per poi portare la squadra addirittura in A il campionato successivo siamo nella stagione 1954-55.

In serie A il Padova si fa conoscere per il suo metodo di gioco a "catenaccio", che sarà il simbolo della sua corrente calcistica e con il quale Rocco arriverà ai  massimi vertici del calcio mondiale.Il Padova organizzato da Rocco si compone di giocatori molto forti fisicamente, robusti e determinati, che la stampa chiamerà "Panzer Football Club" per una squadra che vive ai vertici della serie A, infastidendo le  squadre più blasonate.

Rocco rimane al Padova fino al 1958 ottenendo un terzo posto nel campionato 57-58,dietro a Juventus e Fiorentina, il miglior piazzamento della storia del Padova Calcio. Nel frattempo, il 4 luglio 1958 Nereo Rocco viene nominato "Cavaliere della Repubblica per meriti sportivi" e nel 1960 Gipo Viani lo chiama ad allenare la Nazionale Olimpionica dove ci sono dei giovanissimi futuri campioni come Trapattoni, Burgnich e Rivera.

Nel 1961 Rocco viene chiamato ad allenare un Milan disastrato, divenuto la seconda squadra della città, surclassato dall'Inter. Rocco costruisce una formazione storica ritrovando due vecchie conoscenze coem Trapattoni e Rivera. In difesa Maldini, alla mediana all’attacco due campioni come Altafini e Barison. La stagione è eccezionale e arriva l’atteso scudetto.

L’anno successivo la Coppa dei Campioni,la prima Coppa europea vinta nel dopoguerra da una squadra italiana battendo per 2-1 il Benfica di Eusebio.Sembra che sia l’inizio di un periodo glorioso ma Rocco ha già accettato le offerte del Torino di Pianelli; nessun contratto ma solo una semplice stretta di mano fra galantuomini è sufficiente per siglare una nuova squadra per il grande allenatore.

Rocco passa al Torino che allena per quattro campionati ottenendo i migliori risultati del dopo Superga. Nel Torino gioca Enzo Bearzot, suo amico e conterraneo, che Rocco accompagnerà nel passaggio da giocatore ad allenatore e soprattutto un grande campione come Gigi Meroni. La grande stagione è quella del 1964-65, con il Torino che giunge al terzo posto.Il Milan senza Rocco vive il periodo del boom dell’Inter di Herrera e cade nell’ombra dei successi neroazzurri. Ecco il grande ritorno nelle file rossoneri nella stagione 1967-68. Rocco torna e vince subito lo scudetto, distanziando di ben 11 punti c'è l'Inter del Mago Herrera.

La stagione non è finita e il Milan ritorno la grande squadra di livello europeo vincendo la Coppa delle Coppe battendo per 2 a 0 l'Amburgo grazie ad Hamrin, non più giovanissimo ma rilanciato dallo stesso Rocco.L'anno successivo è di nuovo Coppa dei Campioni con un 4 a 1 in finale contro l'Ajax per poi vincere anche la prestigiosa Coppa Intercontinentale ai danni dell'Estudiantes. Nel 1971 è la volta di mettere in bacheca la Coppa Italia ma il grande obiettivo di Rocco e quello di conquistare il decimo scudetto, quello della stella.

Il 1973 sembra l’anno buono ma due impegni decisivi in pochi giorni costeranno il raggiungimento del prezioso obiettivo.Il mercoledì si gioca la finale di Coppa delle Coppe e con una rete su punizione di Chiarugi il torneo  è vinto beffando gli inglesi del Leeds, ma la domenica a Verona accade l’incredibile. E’ una delle pagine più nere della storia del Milan che al Bentegodi naufraga per 5 a 3 sul Verona.La Juventus vince il titolo al foto finish e per Rocco la grande delusione per uno scudetto voluto, atteso, sfiorato ma che non vincerà mai più.

Lascia la società con rammarico e passa alla Fiorentina per il campionato 73-74 dove lancia definitivamente un giovane regista di grande talento, Giancarlo Antognoni. L’anno dopo abbandona definitivamente la sua attività di allenatore e si ritira nella sua Trieste a Rion del Re.Nel 1977 viene chiamato dal Milan in qualità di direttore tecnico e di consigliere dell'allenatore Niels Liedholm, mettendo un poco della sua personalità ed esperienza nel famoso scudetto della “stella”.Il grande Nereo Rocco, muore all'Ospedale Maggiore di Trieste il 20 febbraio 1979.

Rocco rimane uno dei personaggi più amati del mondo del calcio; la sua personalità schietta e sincera da cui traspare affetto per il calcio e per i suoi giocatori lo rendono bignamino di tutte le tifoserie. Per lui Rivera è come un figlio e i giocatori sono principalmente uomini e non atleti. Un atmosfera eccezionale che riesce a creare negli spogliatoi è un arma che ha reso le sue squadre sempre vincenti.Il 18 ottobre 1992 Trieste inaugura il suo nuovo stadio da più di 30.000 posti a lui dedicato.

nelle foto : sopra : Rivera insieme a Rocco al termine di un Milan - Cagliari; al centro : il Milan edizione 1969 con la vittoria nella Coppa dei Campioni; in basso : la formazione vittoriosa nel 1973 nella Coppa delle Coppei