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Viani e Rocco ed i convocati per i giochi olimpici

Un'azione di Italia - Inghilterra

 

LE OLIMPIADI DI ROMA 1960

Azzurro Olimpico

Una nazionale di giovani campioni si ferma al quarto posto, superata dalla sfortuna e della forza delle squadre dell'est europeo

Si sono festeggiati i cinquanta anni della mitica Olimpiade di Roma, e vogliamo ripercorrere in queste righe il torneo calcistico di questa leggendaria manifestazione. Ovviamente la squadra azzurra è in quel periodo al centro dell’attenzione di stampa e televisione, considerando anche la recente esclusione dai mondiali di due anni prima e la ricerca di un pronto riscatto di fronte agli occhi del mondo.

La direzione tecnica della nazionale è di un protagonista del calcio di sempre, Gipo Viani, affiancato da Nereo Rocco. La squadra era la nostra nazionale giovanile (under 21), giustificato compromesso nel mondo della Olimpiade che dove fare i  conti con il calcio professionista di molti paesi e i fortissimi dilettanti delle nazioni dell’ est europeo. 

La nostra rosa presenta nomi che sono più di una realtà del nostro calcio; sono atleti che hanno già debuttato i seria A  e  molti di loro saranno fra pochi anni giocatori di livello internazionale. I loro nomi sono Gianni Rivera e Giovanni Trapattoni , certezze del vivaio rossonero, Giacomo Bulgarelli e Paride Tamburus, che reggeranno le file del Bologna pronti a diventare leader del nostro campionato negli anni sessanta, Ugo Tomeazzi, giovane interista che giocherà nel Torino,Napoli  e Mantova, Giorgio Rossano, all’epoca attaccante della Juventus che sarà nel Milan di Rocco vantando una presenza nella Coppa dei Campioni vinta nel 1963. E poi non dimenticare campioni come Ferrini, Salvadore e Burgnich.

Le squadre che partecipano al torneo sono sedici e sono divisi in quattro gironi all’italiana; le sole vincitrici passeranno alle semifinali. Il gruppo dell’Italia non appare dei più facili; solo la sconosciuta Tapei Cinese sarà la vera squadra “olimpica” del girone, mentre si devono incontrare le più blasonate squadre del mondo come Brasile ed Inghilterra. 

La prima partite si gioca il 26 agosto a Napoli, al Fuorigrotta, proprio contro i cinesi; sarà un 4 a 1 che comunque nasconde un incontro non facile; in vantaggio con Rivera  al 10’, pareggio degli asiatici al 29’; la Corea deve ancora venire ed infatti cinque minuti più tardi ancora Rivera ci riporta in vantaggio. Nel secondo tempo Fanello e Tomeazzi completano la vittoria. Tre giorni dopo al Flaminio di Roma incontriamo gli inglesi che si giocano le loro ultime carte considerano la sconfitta nella gara d’esordio con i carioca. La partita e tesa; i vantaggio con Rossano, i britannici pareggiano con Brown. Nella ripresa a rete con  Giogio Rossano  ma al 75’ Hasty pareggia definitivamente.

Il Brasile piega Tapei per 5 a 0 e si candida alla vittoria del girone; l’ultima partita sarà decisiva. I nostri avversari presentano ottimi giocatori, ma soprattutto bisogna ricordare la figura di Gerson, che diventerà colonna della nazionale e stella dei mondiali in terra messicana. Il 1° settembre al Comunale di Firenze la partita comincia i salita; al 4’  Waldir  segna e il Brasile conduce in vantaggio il primo tempo. Quando sembrava una partita ormai segnata nell’arco di pochi secondi tutto si ribalta; al 69’ Rivera pareggia e subito rete del vantaggio firmato ancora da Rossano che a quattro minuti dalla fine sigilla il risultato sul 3 a 1.

Si ritorna a Napoli quattro giorni più tardi per incontrare la Jugoslavia. A reti bianche si arriva ai supplementari; Galìc porta in vantaggio i nostri avversari al 107’ ma subito pareggio azzurro con Tamburus. Anche i supplementari terminano in parità e si procede all’estrazione a sorte con il lancio della moneta. La fortuna non è dalla nostra parte e per noi la finale per il bronzo contro l’Ungheria. A Roma il 9 settembre veniamo piegato dai fortissimi ungheresi che si portano sul due a  zero.La rete della bandiera è di Tomeazzi. Ungheria batte Italia 2 a 1.

Il giorno dopo nella finale il calcio dell’est dimostrerà ancora la sua superiorità; la Jugoslavia vincerà la medaglia d’oro superando la Danimarca di Harald  Nielsen; il giovane danese, che realizzando 6 reti sarà il secondo cannoniere del torneo, un anno  più tardi verrà acquistato dal Bologna  dove giocherà per ben sei anni vincendo  il famoso titolo del 1964. Il nostro torneo si chiude con  grande delusione e tanta amarezza; il nostro calcio manca l’atteso rilancio in chiame internazionale e per le Olimpiadi incomincia un periodo di assoluta “assenza” della nostra compagine che durerà per ben venti anni.