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L'immagine di Suarez vincente con l'Inrer di Herrera

Giovanissimo stella del Barcellona

Luis Suarez un grande acquisto per creare una grande Inter

Suarez in azione, giocherà fino al 1970 nell'Inter per poi passare nella Sampdoria

LA TABELLA ITALIANA DI SUAREZ

 

61-62

INTER

A

27

11

62-63

INTER

A

29

8

63-64

INTER

A

26

3

64-65

INTER

A

29

8

65-66

INTER

A

27

5

66-67

INTER

A

32

3

67-68

INTER

A

29

2

68-69

INTER

A

29

1

69-70

INTER

A

28

1

70-71

SAMPDORIA

A

28

5

71-72

SAMPDORIA

A

27

4

72-73

SAMPDORIA

A

8

0

 

 

UN GRANDE REGISTA DEL NOSTRO CALCIO

LUIS SUAREZ

I successi con il Barcellona, il sodalizio con Herrera, il Pallone d'Oro, le vittorie nell'Inter

Sicuramente la sua tecnica è ancora impressionante; vederlo giocare nei filmati in  bianco e nero dimostrano la padronanza di gioco, la grande personalità come regista. Parliamo di Luisito Suarez, stella nerazzurra. La sua storia e il suo successo cominciano molto prima di giocare con Herrera. Nato nel 1935 a La Coruna, si afferma nella squadra locale dove gioca giovanissimo dal 1952 al 1954. Poi il grande passo; il famoso club di Barcellona lo vuole nelle sue file. Quel ragazzo dai pochi capelli e dal fisico asciutto dimostra di avere la stoffa del grande calciatore. Il Barcellona di quel periodo è, come sempre, una squadra di grandi calciatori che cerca di contrastare il dominio sul campionato del Real Madrid.  Puskas, Kopa e Di Stefano gli indiscussi leaders dei “bianchi di Spagna”. Con lui Kubala (vedi ns.articolo) per un periodo che vede il Barca vincere la Coppa di Spagna nel 1957.

Arriva un in quel periodo uno storico incontro. Il Barcellona viene allenato da Herrera  che vede in Suarez la perfetta personificazione del regista ideale.Il destino dei due uomini sembra muoversi insieme; dove vi Herrera vi è anche Suarez.Sarà così nel Barcellona, poi nella nazionale spagnola allenato dal “mago” ed infine nell’Inter.L’anno dopo la Coppa delle Fiere è sua ma l’anno magico è il 1959 dove il Barcellona dimostra di essere diventata una grandissima formazione. Arriva la grande accoppiata Campionato-Coppa di Spagna, una gigantesco schiaffo ai madrileni. Arriva anche il bis in campionato nel 1960, stagione che viene coronata con la seconda Coppa delle Fiere.

Ormai Suarez è un giocatore di livello mondiale. Il duello con il Real Madrid continua anche fuori dal campo di gioco. Infatti arriva il  Pallone d’Oro per il grande Luisito. Dopo tre anni che avevano visto sul gradino più alto giocatori del Real Madrid (Di Stefano, Kopa, Di Stefano) il dominio viene spezzato con questo titolo prestigioso. Ancora grande la soddisfazione il fatto che la giuria dei giornalisti preferiscono Suarez  ad un’ altra leggenda, ovvero Ferenc Puskas. Terzo Uwe Seller. Nel 1961 continua la sfida senza fina. Tocca alla Coppa dei Campioni  vedere i rossoblu sconfiggere per la prima volta in uno scenario europeo, le famose “meringhes”.

Herrera lo conosce bene e lo vuole nell’Inter, per un giocatore che viene considerato basilare per costruire una fortissima squadre. Un grande acquisto per la squadra di Moratti che presto verrà ripagato per la fiducia data a questo già affermato calciatore.

Il biglietto da visita con il quale si presenta a Milano è impressionante; in 212 partite giocate in Spagna le reti fatte sono state 112, più di una rete ogni due partite. Non male per un giocatore che non si è mai considerato una punta pura. Suarez è un regista già moderno per quel periodo. All’epoca, come aveva affermato in una sua intervista, i registi erano giocatori statici, che stavano davanti alla difesa e che occupava una loro zona di campo. Per lui il gioco era soprattutto correre, dando dinamica alla costruzione di gioco e al tempo stesso essere sempre pronto in area di rigore.

Gento, rivale nel Real ma amico nella nazionale spagnola, lo ricorda come più come un regista come un vero e proprio “organizzatore”; solo Beckenbauer lo si può considerare superiore a lui.In questo scenario bisogna sottolineare la grande amicizia che lo lega a Di Stefano, un tandem da sogno che si realizza in nazionale. Nei mondiali del 1962 gli spagnoli non sono fortunati con l’eliminazione per colpa della Scozia.  Poi arriva i grandi anni con l’Inter  e le grandi soddisfazione con l’eccezionale squadra di Herrera (vedere ns.servizio) che porta i nerazzurri ai vertici mondiali. Nel 1964 Suarez è protagonista di un momento storico per la nazionale spagnola; infatti arriva l’unico successo per la mitica formazione delle “furie rosse” con la vittoria della Coppa Europa.In finale la Spagna supera un’ altra grande nazionale, l’URSS di Jascin.Nei mondiali del 1966 la mitica coppia non si crea; Di Stefano è infortunato e l’Argentina e la Germania eliminato Suarez e compagni nella prima fase.Si chiude anche la sua carriera in nazionale con un bilancio di tutto rispetto: tredici reti in trentuno presenze.

Suarez giocherà nell’Inter fino alla stagione 1969-70, vivendo  i grandi  momenti ma anche le cocenti delusioni (lo scudetto perso a Mantova, la sconfitta con il Celtic) di una formidabile squadra. L’Inter  si vuole rinnovare con l’arrivo sterile dell’altro Herrera (Heriberto) e Luisito viene ceduto alla Sampdoria, dove giocherà tre campionati, giusta passerella di un giocatore non più giovane.Lascia il calcio all’età di 38 anni, ma solo quello giocato. Il suo nome rispunterà sulla panchina della nazionale spagnola e come responsabile dell’Inter. Si parla del passato di una personaggio ancora attuale nel mondo del calcio.