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Vialli giocherà 59 partite in azzurro realizzando 16 reti
Eccolo con Sampdoria; vestirà la maglia blucerchiata dal 1984 al 1992
La Coppa Italia; saranno tre le coppe conquistate con la Sampdoria
Nel 1996 la grande vittoria all'Olimpico di Roma in CoppaCampioni
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POTENZA, TECNICA E SIMPATIA GIANLUCA VIALLI Porta in serie A la Cremonese, squadra della sua città, per passare alla Samp di Mantovani; una grande squadra e poi per una grande nazionale per poi vincere la CoppaCampioni nella Juventus Gianluca Vialli nasce a Cremona il 9 luglio 1964; quando la sua città festeggia il titolo mondiale del conterraneo Antonio Cabrini, il giovane Vialli è già un pilastro della città della sua squadra. Dalla serie C subito nella serie cadetta, pronto a rilanciare con la sua tecnica innata la formazione lombarda verso nuovi traguardi. Il capelluto ragazzo ha stoffa da vendere e con lui si arriva prima al quarto posto nel 1983, perso la serie A allo spareggio, e poi nel campionato successivo la sospirata promozione. Cremona è in festa, dopo cinquanta anni torna al vertice del calcio italiano. Il calcio mercato ormai gli punta gli occhi addosso, e sembra che la Juventus, che da anni mantiene ottimi rapporti con la società lombarda, sia pronta ad acquistarlo. Ecco che però entra in scena il petroliere Mantovani, che sfrutta l’indecisione di Boniperti e porta alla Sampdoria il promettente calciatore. Si vuole costruire una grande squadra e gli uomini ci sono tutti; alla regia Mancini e dal Liverpool lo “storico” Souness, in difesa il baluardo azzurro Vierchowod e in porta Ivano Bordon. Dopo 105 partite e 23 reti Gianluca lascia la squadra della sua città per la maglia blu cerchiata. Nel frattempo Vialli è entrato nel giro della nazionale giovanile di Vicini, e farà parte di quella squadra che sfortunatamente perderà il titolo europeo di categoria con la Spagna ai calci di rigore. Il binomio Vialli – Vicini farà ancora parte della storia della nazionale. La prima stagione a Genova comunque è positiva, si vince la Coppa Italia. Il 1985 rimane un anno di grande soddisfazione; Enzo Bearzot lo chiama in nazionale dove debutta il 16 novembre in una amichevole contro la Polonia. La Samp conclude un non brillante campionato (è undicesima) ma arriva la convocazione fra i ventidue per la trasferta al mondiale messicano; per Gianluca una triste presenza contro la Francia, nella partita di conclusione dell’epoca di Bearzot. Entrato nella ripresa, con i capelli rasati a zero, anticipando il look degli anni juventini, Gianluca tenta di dare un po’ di dinamicità ad una formazione ormai nettamente superata. Incomincia un periodo fortunato per lui e per Sampdoria che diventa protagonista del calcio italiano; un sesto ed un quarto posto mentre Vicini deve costruire insieme a Vialli la nuova nazionale per gli europei del 1988; ecco arrivare Mancini, Donadoni, Zenga, Giannini, tutti gli uomini della sua squadra giovanile. Nel girone di qualificazione alla Coppa Europa abbiamo la Svezia, squadra alquanto ostica.La partita capolavoro del sampdoriano si gioca il 14 novembre 1987; vinciamo contro gli scandinavi per 2 a 1 con due gol di Vialli di grande abilità. Ormai i paragoni di sprecano e molti lo affiancano a Gigi Riva;Gianni Brera conia il termine di “Stradivialli”, per la sua fluidità di gioco che lo porta ad avvicinarsi di più alla fantasia di Omar Sivori. Nel 1988 il quarto posto in campionato è la seconda Coppa Italia; con lui sempre il gemello Mancini e poi Cerezo, Pagliuca, Pari, Dossena… Lo scudettato Milan di Berlusconi e la Juventus vogliono l’ala della nazionale, ma nessuna storia per una squadra che Mantovani sta rendendo grandi;Vialli rimane a Genova. L’Europeo comunque rilancia l’appannato calcio azzurro; si pareggia contro la Germania, rete di Mancini, si batte la Danimarca e la Spagna con un gol di Vialli, poi l’URSS in semifinale ci piega con due reti in pochi minuti. La squadra azzurra di Vicini comunque è ritornata ad essere una compagine di grande valore. Torneo 1989, la Samp arriva quinta e in campo internazionale sfiora la vittoria in Coppa delle Coppe; in finale verrà superata dal Barcellona per 2 a 0;la stagione viene però valorizzata dalla conquista della terza Coppa Italia dell'era Mantovani. Arriva l'anno dei mondiali e Vialli e compagni finalmente conquistato il primo titolo internazionale;: la Coppa delle Coppa 1990 superando in una fantastica finale a Goteborg l’Anderlecht. Dopo i novanta minuti finiti a reti bianche ecco i supplementari dove Vialli realizza una doppietta in solo tre minuti. E’ la prima grande vittoria fuori dall’Italia per la Sampdoria e per Gianluca. Iniziano i mondiali e tutti lo aspettano come grande protagonista della manifestazione; ma la storia sarà purtroppo diversa. I mondiali di Italia 90 che lo aspettavano come assoluto protagonista, sono una pagina amara per la carriera di Vialli. Parte al centro dell’attacco ma non in buone condizioni fisiche; dopo le tre partite del girone eliminatorio dove fornisce delle prove incolori, finisce in panchina per la nuova ed inedita coppia Baggio-Schillaci;tornerà nell’amaro incontro di semifinale contro l’Argentina e una sua iniziativa favorirà il vantaggio con la rete di Schillaci; poi al 70’ lo sostituirà Serena; per lui sarà la fine della favola della coppa del mondo. Un pronto riscatto sarà immediato; ecco la conquista del primo scudetto per la Sampdoria, dopo anni di assoluto dominio in campionato. Sono cinque i punti di vantaggio sulla seconda, il Milan di Capello e per lui anche il titolo di capocannoniere con 19 centri. L’anno successivo si tenta l’avventura in Coppa Campioni; Vialli e Mancini , rispettivamente con 6 e 4 reti, trascinano la squadra fino ad una grande finale contro il Barcellona di Cruyff; è una partita che si gioca nel tempio di Wembley e si avvia verso i calci di rigore sotto un inconsistente 0 a 0. Al 101’ Vialli esce sostituito da Buso; è la svolta della partita. Pochi secondo dopo un calcio di punizione di Koeman trafigge Pagliuca è i sogni europei di una grande squadra. E’ la fine di un periodo; nei successivi campionati la Samp non riuscirà a ripetersi diventando una squadra di centro classifica; dopo la scomparsa del presidente Mantovani la società cede alle lusinghe della Juventus che riesce ad acquistarlo per la stagione 1992-93. Vestirà la maglia bianconera per quattro campionati. In nazionale intanto è arrivato Arrigo Sacchi; il feeling con Vialli non è dei migliori ma con lui gioca le prime tre partite delle qualificazioni ai mondiali americani. L’ultima maglia azzurra è contro Malta, vittoria italiana per 2 a 1; lui segnerà il primo gol uscendo con orgoglio dal giro azzurro; Sacchi gli preferirà Signori e Casiraghi. Gianluca non è più il giovanissimo calciatore esile e scattante e dalla testa riccia; il suo look sta cambiando; diventa più forte fisicamente e la sua testa virilmente pelata è simbolo di un nuovo guerriero. Con lui i bianconeri voglio ritornare grandi e ci riusciranno e gli obiettivi prefissati saranno comunque raggiunti:scudetto e Coppa Campioni arriveranno nel biennio 95-96. Prima ovviamente il campionato in una squadra dove Baggio cede il passo al nuovo talento Del Piero e lui e Ravanelli formano la coppia di attacco; con Lippi ritorna lo scudetto dopo ben nove anni. L’anno dopo arriva anche il successo in Coppa Campioni dove gioca sei partite e realizza due gol. Nella finale dell’Olimpico l’Ajax viene superata ai calci di rigore. Per lui la grande soddisfazione di alzare con gioia e con rabbia l’importante trofeo internazionale sfiorato quattro anni prima. E’ la sua apoteosi e da vincitore vuole lasciare il calcio italiano; a trentadue anni Vialli tenta la grande carta internazionale con il Chelsea. E’ il 1996 e l’avventura in inglese sicuramente è affascinante; due tornei insieme a Zola e Di Matteo per una squadra ricca di talento italiano.Lo spettacolo arriva ma i risultati non ci sono; per lui il ruolo inusuale di allenatore giocatore per due stagioni. Nel 1999 diventa “solo” l’allenatore dell’ambizioso club inglese; la squadra non raggiunge gli obiettivi prefissati e nel 2001 viene esonerato; tenta il rilancio nella serie B inglese con il Watford ed infine il ritorno in Italia per qualche nuova panchina; per il momento i commenti di Sky sono i suoi campi di gioco ma Gianluca è sicuramente pronto a rimettersi in gioco ancora una volta, al centro dell’attacco di una nuova sfida.
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