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Virdis con la maglia del Milan dove sarà capocannoniere nel 1986-87

Nella Juventus contrastato da Collovati

Con Galli e Baresi per la conquista dello scudetto del 1988

PROTAGONISTA DI TRE SCUDETTI

PIETRO PAOLO VIRDIS

Dal Cagliari alla Juventus, dopo un iniziale rifiuto. Vincerà due scudetti ma verrà ceduto all'Udinese e poi al Milan dove vivrà le sue migliori stagioni

 

Un autentica fenice del nostro calcio, Pietro Paolo Virdis. Promessa, miracolo, campione quando molti altri atleti alla stessa età avevano già attaccato le scarpe al chiodo. Per la prima volta la Sardegna ha un protagonista della sua terra. Il Cagliari dello scudetto e fatto di calciatori lombardi come Riva e Domenghini, e toscani come Albertosi.  Virdis gioca nella Juvenilia per poi esordire in serie D con la Nuorese nel torneo 1973-74.

E’ un ragazzino di sedici anni ma i suoi undici gol si fanno notare e l’anno successivo viene acquistato dal Cagliari. La squadra sarda in quel periodo è in fase di rinnovamento dopo un campionato deludente chiuso al decimo posto. Il suo esordio e il 6 ottobre 1974 contro il LR Vicenza. L’anno seguente Gigi Riva subisce il grave infortunio contro il Milan che lo costringerà ad abbandonare la carriera. Il diciottenne Virdis viene schierato  al suo posto giocando 23 partite e realizzando 6 reti, ma il suo apporto non serve ad evitare la retrocessione. E’un momento molto difficile per la società ma in questo campionato nella serie cadetta esplode Virdis in tutte la sua potenza; è abile in nelle conclusioni, agile, ha un buon tiro, un Bettega del futuro.

La stagione la conclude con diciotto reti ed un Cagliari che perde la promozione nello spareggio a tre con Pescara e Atalanta. Boniperti metti gli occhi addosso al promettente attaccante. Nasce una grande polemica visto che Virdis, stranamente, non accetta il trasferimento nella squadra dei campioni d’Italia. Il “No” del giocatore è il caso dell’estate; per la prima volta la Juventus viene rifiutata da un calciatore. Alla fine tutto si ridimensiona e Virdis parte per Torino. Saranno tre campionati dove non giocherà molto. La Juventus del primo anno, dove vincerà anche lo scudetto, lo vede in campo solo dieci volte, con un Trapattoni che gli preferisce il non giovane ma esperto Boninsegna.

L’anno successivo  arriva la maglia del titolare, ma Virdis, schierato anche in Coppa Campioni con molta attesa, delude. Il suo apporto non è decisivo al punto che nel campionato successivo gioca nella seconda linea dell’attacco, al suo posto Marocchino e Fanna. Nel 1980-81 ritorna nel Cagliari in serie A per poi giocare  ancora una stagione nei bianconeri questa volta come protagonista di un attacco che aspetta il ritorno di Paolo Rossi. La Juventus  sta per diventare la grande squadra con Platini e Boniek e Virdis, nonostante la vittoria del tricolore,viene ceduto all’Udinese, che ormai è la squadra dei campioni non più giovani come Causio e Paolino Pulici.

Gioca poco nella prima parte della stagione ma al suo ritorno segna ben dieci reti. La stagione successiva è quella dell’arrivo di Zico che sembra preannunciare un nuovo addio del calciatore sardo. Infatti è il Milan di Liedholm che lo vuole rispolverandolo e considerando che è ancora un giocatore di soli ventotto anni. Sembra più vecchio della sua età ma nei rossoneri giocherà le sue più belle cinque stagioni. La sua migliore sarà quella del 1986-87. Tutti puntano sul nuovo acquisto Galderisi e sulle prodezze di Wilkins a Hateley invece è lui ha esplodere segnando ben 17 reti vincendo il titolo di capocantiere. E’ il momento dell’avvento si Sacchi che manda via le due delusioni inglesi e pone come protagonisti dell’attacco di nomi ancora non conosciuti come Gullit e Van Basten. Virdis riceve la fiducia di Sacchi e non sfigura insieme ai due campioni, anzi diventa veramente decisivo in numerose partite.

Virdis segna e risegna  ed accorcia domenica dopo domenica il distacco dal Napoli di Maradona in fuga. Il giorno del match più importante , proprio contro il Napoli al S. Paolo, Virdis segna una doppietta che vale la conquista del tricolore. L’unico cruccio è quello di non aver mai giocato nella nazionale maggiore. Unica soddisfazione è quella di aver partecipato con la nazionale olimpica a giochi di Seul del 1988.

Quella olimpica sarà la “sua nazionale” dove giocherà 15 partite segnando nove reti e arrivando ad un soffio dal podio (quarto posto) in quella edizione. L’anno successivo, anche se non giocherà la finale, contribuisce alla vittoria del Milan nella Coppa dei Campioni. Chiuderà la sua carriera giocando due anni nel Lecce, lasciando il calcio 1991 all’età di trentaquattro anni e con un bilancio lusinghiero di tre scudetti vinti.